Che freddo che fa.
Fuori, almeno. Qui in casa non tanto, il riscaldamento nemmeno è partito
Mi godo il silenzio. Ultimamente sta diventando un compagno di viaggio, un po' ingombrante, anche.
Strano no? Lo abbiamo dediderato tanto e adesso siamo qui a lamentarcene.
Venti anni fa questa sala era sempre in disordine, piena della vita che solo tre bambini riescono a portare.
Ora mi capita di trascorrerci parecchio tempo da solo. Il tempo ha riportato Silver e Me ad essere quello che eravamo prima di avere figli: lei una stakanovista senza particolari esigenze di ritorno a casa presto. Io uno che, tutto sommato, se proprio non devo, a casa presto ci torno volentieri. A maggior ragione se ho stirato ieri ed oggi posso aprirmi un libro e stendermi sul divano.
Quante volte l'ho fatto su quello vecchio, arancione. Ora c'è questo, più chic, di pelle. Ma quel vecchio cencio che avevamo mi manca un po'. Quanti salti.
Tra qualche giorno compio gli anni.
58. Porca troia. Per l'occasione torna a casa Maria.
Domani devo andarla a prendere all'aereoporto. Ci vado con qullo sbarbatello di suo moroso. No, scherzo, lo faccio impazzire col sarcasmo ma è un bravo ragazzo. È anche molto paziente: è lì che aspetta la morosa che se n'è andata in Erasmus con una maturità che non è comune per un 23enne. E poi si parla di musica. Va pazzo per i miei vecchi cd di hard rock. Pensare che erano già retrò quando ero giovane io.
Pietro e Giacomo, invece tornano stasera. Studiano fuori sede. In posti diversi: uno a Padova, l'altro a Trento. Mi mancano un sacco ma sono contento che se ne siano andati. Questo è un posto che ti annichilisce. È chiuso, povero di stimoli.
È un posto bello per tornarci da grande. Da farci crescere i figli. Non per passarci gli anni delle grandi idee.
Non tornano spessissimo ma quando sono qui si vede che a loro fa bene l'autonomia.
Così domani sera, che è sabato, usciamo a cena. È una vita che non lo facciamo ma domani bisogna.
Oggi è andata giù l'ultima maledetta rata del mutuo. Queste travi in legno sono nostre. Tutte nostre. Anzi, adesso prendo un chiodo e ci incido "El_Gae è stato qui". Si, così domani devo partire con un altro mutuo per pagare il divorzio.
Va ben, meglio metter su l'acqua. Silver passa a prendere i gemelli in stazione e poi arrivano. Voglio che trovino pronto.
Questi pensieri ti induce un notaio, quando ti presenta fattura di 500 euri per 5 minuti di pratica.
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martedì 16 ottobre 2012
27 febbraio 2032
giovedì 20 settembre 2012
Avevo promesso...
di postare anche un filmatino sul primo piano della casa.
Non è facile fare 30 secondi di riprese con un audio non inquinato da urli, per cui bisogna un po' accontentarsi.
Anche del fatto che si fanno le scale e tutte le finestre di sopra sono chiuse (per cui serve stoppare il filmato) bisogna accontentarsi.
Insomma, forse scrivo meglio di Moccia ma come regista sono pari pari.
si nota il famoso box doccia protagonista di un concorso di idee lanciato tempo fa (idee tutte bocciate dal progettista, mannaggia a lui)
Poi le camere.
Insomma ecco.
Non volevo tirarla troppo in lungo. Mi sembrava giusto far vedere tutto. Anche perchè era abbastanza in ordine e valeva la pena approffittarne
Non è facile fare 30 secondi di riprese con un audio non inquinato da urli, per cui bisogna un po' accontentarsi.
Anche del fatto che si fanno le scale e tutte le finestre di sopra sono chiuse (per cui serve stoppare il filmato) bisogna accontentarsi.
Insomma, forse scrivo meglio di Moccia ma come regista sono pari pari.
Poi le camere.
Non volevo tirarla troppo in lungo. Mi sembrava giusto far vedere tutto. Anche perchè era abbastanza in ordine e valeva la pena approffittarne
lunedì 20 agosto 2012
Nea selvàdega tèra (Into the Wild)
Non è che prima si abitasse a
Manhattan. E neppure a Londra. Manco a Vicenza per dirla tutta.
Esteriormente, così, a prima vista, i
paesi che ci hanno ospitato negli ultimi 7 anni della nostra vita,
quella passata insieme, non sembrano così diversi l'uno dall'altro.
Però qualche differenza si inizia già a percepire.
Intanto non si raggiunge a piedi quasi
nulla, fatta eccezione per la chiesa e le prove di canto (ma solo
perchè sono sempre al loro posto e ci siamo avvicinati noi).
Minimo minimo serve la bici. Questo per persone mediamente fuori dorma come noi, beninteso.
Poi non ci sono rumori di vicinato: a parte i suoceri, unica famiglia veramente confinante, che la
settimana scorsa erano in vacanza, la prima casa abitata è a 50
metri. Non è tanto, è vero, ma se sei abituato al condominio un po'
di differenza la noti.
E poi, qui, a nove chilometri e
seicento metri dalla precedente abitazione, la natura lancia qualche
segnale più forte e più chiaramente percettibile.
“Sèmo in campagna” mi ha detto mia
cognata quando ho fatto notare questa differenza.
Vado ad elencarli, che è più facile
rendere l'idea:
Rospo: Ieri se ne girava
tranquillamente per il portico, quasi fosse lui il padrone di casa.
Ho proposto a Marichan di baciarlo per vedere se diventava un bel
principe ma la bimba, che non si concede facilmente (orgoglio 'e
papà), ha cortesemente rifiutato.
Grilli e cavallette: pieno così. Si
sentono cantare e non è raro vederseli girare per casa. Avete mai
fatto caso al rumore che fanno i grilli e le cavallette quando
saltano? Non fanno proprio boing, fanno più sdeng. O forse è solo
il rumore dell'atterraggio sulle pareti di legno che “canta da
vodo” come si dice da queste
parti.
Massacavalo: lett.
Ammazza Cavallo, non credo che si possa tradurre in italiano (la “l”
quasi non si pronuncia, oppure provate a pronunciarla tirando su la
saliva e avrete una perfetta pronuncia vicentina). Il massacavalo può
essere cose diverse: dalle mie parti (9,6 km a sud) era un grosso
moscone verde il cui morso, dicevano, facesse malissimo. Non ne vedo
da anni. Qui lo stesso nome è dato a due non meglio specificati
esseri: uno è un apone gigante e pelosetto dal ronzio insopportabile. L'altro è
un isettone che sembra formato da due api nere unite da un filetto
giallo con le lunghe gambe, sempre gialle, a penzoloni. Da noi questo
veniva chiamato “gravolon”, chissà quel'è il suo vero nome?. Comunque
abbiamo visto tutte e tre le specie. Abbiamo anche fatto una battuta
di caccia notturna: i bimbi non si rendono conto che quelle cose
pungono e continuano a stuzzicarle.
Paveja (j,
come juventus): è la farfalla notturna. Questa c'era anche negli altri posti. Ma
qui ce ne sono centinaia, giuro. E non vi dico la varietà di colori
e dimensioni. L'ho eletta insetto più stupido dell'universo. Chissà
a che cazzo serve? È brutta, insulsa, al mattino le trovi tutte
morte sul pavimento... mah?!
Scarbonasso: anche
qui avrei difficoltà a tradurre. È un serpentello tutto nero come
il carbone (da cui l'appellativo dato dal popolo veneto). Teo, il
precedente proprietario del terreno (diciamo che la sua cuccia era
proprio dove ora è la cucina), lo ha stanato da sotto un mucchio di
tubature che servono per irrigare i campi dopo mezz'ora di abbaiare
furioso.
Orbeteo: non
so se esiste in italiano, orbettino (sono pigro per andare su wikipedia,
perdonate). È un serpentino cieco, verde. Innocuo anche
lui, come l'amico di colore prima descritto. Fa schifetto a vedersi,
nulla più.
Ma la
cosa che più mi manca è internet. Si sta anche benino, senza, a
dire il vero. Ma se serve sono cazzi. Se passate di qua potreste
vedermi sotto casa dei miei suoceri che, appoggiato al muro sotto la
finestra della camera che fu di Silver, cerco di connettermi al loro
wifi. Di frodo, come un moderno, tecnologico e sfigato Romeo in
sovrappeso:
“Sono
volato sopra questi muri con le ali dell'amore,che
nessun limite d pietra potrà chiudere la via della passione.
Tutto ciò che amore cosa è lecito dell'amore.
I tuoi parenti non sono un ostacolo per me.”
nessun limite d pietra potrà chiudere la via della passione.
Tutto ciò che amore cosa è lecito dell'amore.
I tuoi parenti non sono un ostacolo per me.”
Certo
che un modem da cristiani se lo potevano pure comprare....
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