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lunedì 20 agosto 2012

Nea selvàdega tèra (Into the Wild)


Non è che prima si abitasse a Manhattan. E neppure a Londra. Manco a Vicenza per dirla tutta.
Esteriormente, così, a prima vista, i paesi che ci hanno ospitato negli ultimi 7 anni della nostra vita, quella passata insieme, non sembrano così diversi l'uno dall'altro. 
Però qualche differenza si inizia già a percepire. 
Intanto non si raggiunge a piedi quasi nulla, fatta eccezione per la chiesa e le prove di canto (ma solo perchè sono sempre al loro posto e ci siamo avvicinati noi).
Minimo minimo serve la bici. Questo per persone mediamente fuori dorma come noi, beninteso.
Poi non ci sono rumori di vicinato: a parte i suoceri, unica famiglia veramente confinante, che la settimana scorsa erano in vacanza, la prima casa abitata è a 50 metri. Non è tanto, è vero, ma se sei abituato al condominio un po' di differenza la noti.
E poi, qui, a nove chilometri e seicento metri dalla precedente abitazione, la natura lancia qualche segnale più forte e più chiaramente percettibile.
Sèmo in campagna” mi ha detto mia cognata quando ho fatto notare questa differenza.
Vado ad elencarli, che è più facile rendere l'idea:

Rospo: Ieri se ne girava tranquillamente per il portico, quasi fosse lui il padrone di casa. Ho proposto a Marichan di baciarlo per vedere se diventava un bel principe ma la bimba, che non si concede facilmente (orgoglio 'e papà), ha cortesemente rifiutato.

Grilli e cavallette: pieno così. Si sentono cantare e non è raro vederseli girare per casa. Avete mai fatto caso al rumore che fanno i grilli e le cavallette quando saltano? Non fanno proprio boing, fanno più sdeng. O forse è solo il rumore dell'atterraggio sulle pareti di legno che “canta da vodo” come si dice da queste parti. 
 
Massacavalo: lett. Ammazza Cavallo, non credo che si possa tradurre in italiano (la “l” quasi non si pronuncia, oppure provate a pronunciarla tirando su la saliva e avrete una perfetta pronuncia vicentina). Il massacavalo può essere cose diverse: dalle mie parti (9,6 km a sud) era un grosso moscone verde il cui morso, dicevano, facesse malissimo. Non ne vedo da anni. Qui lo stesso nome è dato a due non meglio specificati esseri: uno è un apone gigante e pelosetto dal ronzio insopportabile. L'altro è un isettone che sembra formato da due api nere unite da un filetto giallo con le lunghe gambe, sempre gialle, a penzoloni. Da noi questo veniva chiamato “gravolon”, chissà quel'è il suo vero nome?. Comunque abbiamo visto tutte e tre le specie. Abbiamo anche fatto una battuta di caccia notturna: i bimbi non si rendono conto che quelle cose pungono e continuano a stuzzicarle. 
 
Paveja (j, come juventus): è la farfalla notturna. Questa c'era anche negli altri posti. Ma qui ce ne sono centinaia, giuro. E non vi dico la varietà di colori e dimensioni. L'ho eletta insetto più stupido dell'universo. Chissà a che cazzo serve? È brutta, insulsa, al mattino le trovi tutte morte sul pavimento... mah?!

Scarbonasso: anche qui avrei difficoltà a tradurre. È un serpentello tutto nero come il carbone (da cui l'appellativo dato dal popolo veneto). Teo, il precedente proprietario del terreno (diciamo che la sua cuccia era proprio dove ora è la cucina), lo ha stanato da sotto un mucchio di tubature che servono per irrigare i campi dopo mezz'ora di abbaiare furioso. 
 
Orbeteo: non so se esiste in italiano, orbettino (sono pigro per andare su wikipedia, perdonate). È un serpentino cieco, verde. Innocuo anche lui, come l'amico di colore prima descritto. Fa schifetto a vedersi, nulla più.

Ma la cosa che più mi manca è internet. Si sta anche benino, senza, a dire il vero. Ma se serve sono cazzi. Se passate di qua potreste vedermi sotto casa dei miei suoceri che, appoggiato al muro sotto la finestra della camera che fu di Silver, cerco di connettermi al loro wifi. Di frodo, come un moderno, tecnologico e sfigato Romeo in sovrappeso:
Sono volato sopra questi muri con le ali dell'amore,che
nessun limite d pietra potrà chiudere la via della passione.
Tutto ciò che amore cosa è lecito dell'amore.
I tuoi parenti non sono un ostacolo per me.”
Certo che un modem da cristiani se lo potevano pure comprare....