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lunedì 21 dicembre 2015

Star Wars - Il Risveglio della Forza

Silver ed io cantiamo in un coro. Di solito siamo piuttosto ligi al dovere e non manchiamo mai, a parte non ci siano impegni davvero improcrastinabili. Tipo che non sia il primo week end dove proiettano il nuovo capitolo di Star Wars.
dal web

Vi tranquillizzo, non ci sono spoiler sul film, niente di niente. Nulla che non si sappia già, almeno.
Certo, potrete dirmi, come fai a sapere quello che si sa già? Facile: basta riportare pari pari quello che diceva a voce alta il bimbo seduto dietro di me durante la proiezione: tutti i nomi dei personaggi, la classificazione delle astronavi e tutti gli abinamenti personaggio-astronave. Quando ha iniziato a stare zitto ho capito che non c'era più nulla di acquisibile on-line, e bisognava solo guardare il film.
Film che è bellissimo, io ve lo dico. A caldo mi è venuto addirittura da scriverlo su Facebook: è il migliore di tutti, il più bello dei 7.
E no, non sono di quelli che lo dice ogni volta.
Alla fine di "La minaccia fantasma" ho detto come tutti "è una cagata pazzesca".
Sono rimasto perplesso dopo "La guerra dei cloni" pur riconoscendo che erano stati fatti molti passi avanti.
E sono stato molto sorpreso da "La vendetta dei Sith", il migliore di questa finora ultima trilogia così piena di effetti speciali e colori ultravivaci. Che però, per quanti tu ce ne metta, non ti fregano, non fregano neppure i bambini. La gente vuole le storie.
Chiedetelo ai miei figli che guarderebbero solo "L'impero colpisce ancora".
Ed è questo che fa "Il Risveglio della Forza": ritorna a raccontare una storia.
Basta, non vi racconto più nulla che sennò mi scappa lo spoiler. Leggetevi piuttosto questa bellissima riflessione di Mr.Ford, che lui di film ne capisce e ne sa parlare.

La riflessione mia invece parte dall'unica cosa che mi ha rattristato e che era dalla mia parte dello schermo: c'erano pochissime bambine. Femminucce, insomma.
Donne si, bambine no.
C'erano i quaranta-cinquantenni, innamorati di Luke e Darth Vader (a proposito, cambiava tanto se la produzione teneva i nomi "italiani"?), disposti a dare una seconda chances alla Lucasfilm dopo la mezza delusione degli ultimi tre film.
C'erano i ventenni, che la seconda trilogia l'hanno vista da bambini e si sono innamorati di quella, e la prima era solo una vecchia mitologia sulla mensola dei genitori.
E c'erano i bambini piccoli, quelli che comprano i Lego tematici, gli adesivi dentro ai cereali e a furia di merchandise si sono innamorati di questa bellissima epopea.
Mancavano solo le bambine.
Perché?
"È roba da maschi" mi ha detto una mia amica.
"Uff, ancora con sta storia dei film/libri da maschi e da femmine" ho risposto, facendo la solita figura del pseudo filosofo progressista e snob.
La mia prof di Latino diceva: "non esiste la traduzione letterale o libera: esiste la buona traduzione o quella cattiva". Allo stesso modo direi che non ci sono i film da femmine da maschi, ci sono le belle storie e le storie brutte. Il resto ce lo mettiamo noi.
Però, se come la mia amica avete bisogno di semplificazioni, vi do la mia parola: è un film da femmine: la chiave della storia, la vera protagonista, è una ragazza, Rey: giovane e bella (madò se è bella) coraggiosa e idealista e in gamba molto più di tutti i maschi che incontra. Ma non è il modello di guerriera emancipata, di donna in carriera. Allo stesso modo non aspetta il principe azzurro che tanti danni ha fatto alla mia generazione. È una donna che cerca di superare le sue fragilità, senza rinunciare ai suoi sogni, senza aver paura di voler bene e di lasciarsi amare.
È la figlia che tutti vorremmo avere, è il motivo per cui sono contento di aver convinto Maria a venire con noi e a non cedere al lato oscuro del Gender che impone assurdi canoni sociali.
In più è un film sulla genitorialità  su quanto sia difficile essere padri e madri, sulla responsabilità, sulle paure di non essere in grado di farli crescere nel modo migliore, sulla ricerca di nuove occasioni.
E quindi se avete figlie femmine portatele a vedere "Il Risveglio della Forza" che vi piacerà perchè è moderno. Nonostante sia ambientato tanti anni fa, in una galassia lontana lontana...

venerdì 30 maggio 2014

La Zeta che vuol dire Zorro


I miei figli hanno un nuovo trip: Zorro.
Che se la gioca con Frozen, ad onor del vero, per cui ogni volta (per fortuna poco, data la bella stagione) che c'è da decidere cosa guardare è guerra su tutti i fronti.
Che poi entrambi piacciono a tutti e tre, per cui già nei titoli di testa la tensione si stempera, è proprio una presa di posizione, politica, quasi.
Infatti proprio la delusione politica non si stempera.
Ma lasciamo stare che non è di politica che si vuole parlare.

Zorro, dicevo; tutto è nato perché la babysitter un giorno ha preso uno scampolo dal laboratorio di mia madre ed ha imporvvisato mantelli per tutti (cuginetti compresi).
Sembra la Confraternita del Sacro Ordine dello Scampolo.
Ma la babysitter ha saltato gli ultimi due upgrade su eroi e supereroi così se n'è uscita con un “ti vesti da Zorro” mentre nelle loro ambizioni c'era Batman.
Non sono così diversi, in realtà, l'uomo pipistrello e l'eroe californiano: entrambi miliardari, entrambi con un maggiordomo aiutante, entrambi vestono di nero, entrambi sventano il crimine.
Ma di base entrambi non sono dei supereroi, non hanno poteri sovrannaturali che danno loro un vantaggio rispetto ai nemici, semplicemente si smazzano a dovere per essere quello che sono.
Certo con scampoli e cartoncino nero è più facile imbastire un cappello con la tesa larga ed una mascherina che tutto l'armamentario del Principe di Gotham. 
Così si sono incuriositi ed alla fine ho ceduto ed ho comprato un DVD. 
 
Zorro ci piace, proprio per il messaggio che porta: aiuta i poveri, combatte i soprusi dei potenti nei confronti del popolo e non degli psicopatici in calzamaglia che rifiutano il TSO.
Zorro è cordiale, educato. Zorro non uccide, se proprio non serve, non è forcaiolo come quelli della Disney che il cattivo lo fanno morire sempre e comunque (a parte Frozen, adesso che ci penso).
Zorro è di sinistra!
Certo, sarebbe un po' il classico miliardario radical chic di sinistra (che ad essere di sinistra da miliardari sono capaci tutti), ma poi lui ha la vita segreta e lì rischia la pelle. È pur vero che trovare il tempo di allenarsi come si deve e poi anche uscire a combattere i cattivi se in mezzo ci devi mettere pure un turno in catena di otto ore non è certo agevole. 
 
Insomma, tirando il pari ed il dispari, Zorro ci piace, con tutti i suoi limiti e qui si guarda volentieri. E non ci stancheremo mai di metterci maschera e cappello e impennare il cavallo sulla duna dove brilla la luna, con fierezza, anche se ci additeranno come comunisti, fanatici, rompiscatole.
Lo faremo nella convinzione che ci sia una sola maschera che andrebbe tolta, quella che sta sui loro volti.

lunedì 3 marzo 2014

Notti da Oscar

Visto che titolo paraculo?
Cosa non si fa per un paio di visualizzazioni in più... oggi staranno tutti cercando articoli sugli Oscar ed io faccio fiscing. Che non so come si scrive, sicuramente non come l'ho scritto io, e nemmeno cosa sia di preciso.
Però, cari amici cinofili, non siete passati invano: forse non sapete che l'Academy Award si chiama Oscar per via del cugino di una dell'organizzazione che somigliava alla statuetta.
Ah, lo sapevate già?
Che poi sto cuggino cos'era? Pelato? Nudo? O con uno spadone di tal misura?
Ha vinto anche "La Grande Bellezza" che non ho visto ma lo danno domani sera in tv. Solo che i miei mi hanno invitato  a mangiare il salame cotto com'è tradizione al martedì grasso. Toccherà aspettare, caro Sorrentino... se solo sapessi scaricare selvaggiamente da internet o guardare i film in streaming.
Se scherza!

Ma la nostra Grande Bellezza è il fatto che i bimbi hanno ricominciato a dormire nel loro letto.
Tutti e tre, contemporaneamente.
Senza aver fatto nulla per cambiare le cose. Se non dire ogni sera "Mi raccomando ragazzi dormire tutta la notte nel vostro letto".
Come si faceva da diversi mesi a questa parte.
E poi, un mattino, come d'incanto, Silver ed io ci siamo svegliati vicini, senza nessuno in mezzo e, soprattutto, senza una chiappa fuori dal letto.
E questo dura ormai da qualche settimana.
Funziona il libro "Il sonno dei bambini" di GenitoriCrescono.
Non tanto perché dia chissà che consigli. Io mica l'ho mai finito... ogni volta che lo apro ricominciano a dormire. Maggico!
Nessuna aspettativa sul futuro, chiaramente. Godiamoci il momento. E se è vero che "La Grande Bellezza" fa dormire, che sia almeno una bella dormita.
Buona settimana a tutti. 


martedì 9 aprile 2013

Volevo scrivere una cosa e poi ne ho scritta un'altra


La coppia è importante. Che ve lo dico a fa?
Ci sono centinaia di scritti su quanto sia importante prendersi degli spazi come coppia, non farsi assorbire completamente dai bimbi, dalla gestione della casa e dal lavoro.
Anche il singolo è importante. Che, te lo devo ricordà io?
Non puoi annichilirti sulla coppia. Non siete un unico indivisibile: impara a prenderti i tuoi spazi.
Silver ed io ci abbiamo sempre creduto a questa cosa. Ma davero, davero (ma perchè oggi mi scappa sto accento romano?)
Infatti sabato scorso siamo andati al cinema. Come ogni... dunque, ogni quanto è che ci andiamo?
Ogni settimana, ogni mese, ogni volta che esce un film grandioso che non possiamo proprio perderci, ogni volta che c'è il cinema gratis... Insomma l'ultima volta c'eravamo andati nell'agosto del 2008, “Il Cavaliere Oscuro”. Eravamo andati in Vespa e s'era presa pure la pioggia al ritorno.
Poi era stato tutta una gravidanza (la seconda delle quali fatta praticamente sempre a riposo) e, quando finita la gravidanza ben che andasse un DVD.
Poi c'è stato un weekend benessere (24 ore nette, a dire il vero), un concerto, una mostra di pittura e qualche messa con il coro senza figli, che di solito ce li portiamo appresso (In quasi cinque anni, che botta de vita, aho!)

Perchè? Direte!
In fondo sono io che mi vanto di quanto siano splendidi i nonni, la baby sitter, gli zii.
Ma proviamo a fare una simulata.
In una settimana ci sono 168 ore.
Mettiamo che se siete fortunati riusciate a dormirne 6 per notte. Ve ne rimangono 126.
Se siete ancora più fortunati fate parte di quell'universo sempre più parallelo degli italiani che hanno ancora un lavoro a tempo pieno: togliete altre 40 ore di lavoro effettivo e un'ulteriore decina per i trasferimenti e gli straordinari.
76 ore “libere a settimana.
Ma se siete di quelli che una sera dovete uscire con vostra moglie per forza... Cosa facciamo, pizza e cinema? 4 ore, viaggio compreso e se non vi piace andare alle retrospettive su Ben Hur.
Qualche momento per te, da solo. Io corro tre volte a settimana. Mettiamo che tolgo 3 ore, tre ore e mezza.
68 e mezza vi rimangono tutte per stare con i vostri figli.
Ehi, ehi, non è così semplice, aspetta.
Se i bimbi sono piccoli come i miei, devi mettere in conto che, almeno in teoria, vanno a letto molto prima di te, diciamo almeno un paio d'ore a sera. Togli 14 ore.
A quanto siamo? Ah, si, 54 ore e mezza.
Mettiamo mezz'ora per colazione: 3 ore e trenta.
Un'ora a pasto, che però nei giorni lavorativi si limitano alla cena: altre nove.
Ne rimangono 42 (leggasi: quarantadue).
Quarantadue ore libere da passare con i figli.
A volte sembrano tantissime e sei sfinito e non passano mai. A volte volano, crescono che ti scappano via. A volte torni che stanno andando a letto e ti abbracciano che ti fanno pentire di non essere tornato prima.
A me non piace dare consigli, a me piace stare bene. E io sto bene se vado al cinema e non penso ai miei figli. Se devo andarci con l'ansia preferisco stramazzare morto sul divano come ogni sera. 
Qualche volta capita di stare con i figli e di voler essere al cinema ma questa è un'altra storia e molto spesso dipende da una stanchezza che non è giusto imputare solo ai piccoli. 
  
Sabato ci siamo divertiti ed è stata una bellissima serata, grazie ai nonni che sono stati con i bimbi. La sera prima li avevamo portati tutti e tre al coro perchè potessero andare al cinema i nonni. 
Anche di questi piccoli do ut des è fatta la nostra felicità.

martedì 19 marzo 2013

Mr Ford and me


Ci sono persone con cui nella vita si ha condiviso tutto: la scuola, le avventure, i film visti ed i libri letti. Ce ne sono altre che non abbiamo mai incontrato. 

Poi è arrivato internet a farci scoprire che c'è qualcuno che non abbiamo mai incontrato che però ha in comune con noi tantissime cose.

È quello che mi è capitato quando ho incrociato per la prima volta la rotta di WhiteRussian, del mitico MrJamesFord.

Sono sempre stato un appassionato di cinema e, a volerla dire tutta, la cosa che mi manca di più da quando sono diventato padre, è la frequentazione assidua di una sala cinematografica.

WhiteRussian ha tenuto accessa la fiammella e, quando posso, non manco mai di andare a dare una sbirciata perchè mi sono reso conto che i gusti cinematografici, musicali e letterari sono sostanzialmente identici. Non solo: molti nostri racconti di infanzia, pur non essendo uguali, si basano sugli stessi colori, odori e sapori.

Lo trovo una cosa meravigliosa, tenuto conto che tutto il resto sembra invece diametralmente opposto: lui un bevitore irlandese, cappellone, tatuato, un duro insomma. Io astemio mio malgrado e per nulla duro: l'espressione più dura che mi riesce è pari pari a Natalino Balasso quando paceva il pornodivo.

Altra affinità, ancora più bella, Il Ford, è da poco diventato padre.

Allora si è pensato ad un post assieme, così, quasi come a concederci una bevuta per festeggiare il lieto evento (in queste occasione bevo anche io).



Come sempre fanno i compagni di bevute che sono già padri quando bevono in onore di un novellino, ci metto la mia dose di “Te vedarè, te vedarè” (odiosa pratica di dire alla gente “vedrai” con fare saputello).

In questo caso il mio compito è traghettarti verso la consapevolezza di non essere più proprietario dello schermo e del lettore (a proposito, qualcuno mi ha detto che il lettore non si usa più). Ti consiglio i film che sono andati per la maggiore in questi primi tre anni della mia vita da padre, cosa è servito per far passare la fissa per un film a beneficio di un altro (recuperando la mia tecnica) e le domande che, immancabilmente tuo figlio ti farà (ah, è maschio, allora forse ti va meglio perchè i miei, in confronto a Marichan, sono piuttosto gnogni).



Gli Aristogatti

Non so perchè, ma hanno un'aria familiare

Eccezionale per iniziare: il cattivo non è proprio cattivo e non fa paura a nessuno (anzi, i gemelli dicono che assomiglia al nonno) anche perchè, diciamolo, chi non si incazzerebbe con quella vecchia rincoglionita che fa ereditare tutto ai gatti?





Il parere di Ford: un film intramontabile, che ricordo ancora dal pieno della mia infanzia. Romeo è mitico, Duchessa un pò figa di legno, ma in fondo capace di sciogliersi al ritmo travolgente del jazz, come è giusto che sia.

Questo è un inizio che ha pochi eguali.



Cosa ha fatto appassionare al film: la nonna che cantava in continuazione “Tutti quanti voglion fare jazz” (solo quella frase) perchè già vittima della fissa della cuginetta.



La domanda: “Ma papi, ma chi è il papà dei gattini? Perchè non torna a casa?”





Il Principe d'Egitto
Si si, sembro bello e buono. Vedrai quanto ti faccio tribolare da grande




Se la baby sitter ti chiede pochi soldi, è adorata da bambini e nonne, ti stira di straforo la roba, spolvera casa, eccetera, le perdoni tutto. Anche il fatto che sia cattolica “della stretta osservanza” e che orienti le scelte televisive di conseguenza. Non vorrete che questi bimbi crescano senza dio come le galline? (dice mio padre)



Il parere di Ford: la religione e casa Ford sono praticamente due universi a distanze incalcolabili, quindi a meno che non lo faccia qualcuno dei nonni - e spero proprio per loro di no, altrimenti sono bottigliate! - difficilmente vedrò entrare al Saloon questo film Dreamworks, che pure è un buon lavoro, tecnicamente parlando.

Staremo a vedere. In caso, dovrai insegnarmi come cercare di svicolare dall'oppio dei popoli senza causare nel Fordino l'effetto di attrazione contrario.



Cosa ha fatto appassionare: La canzone “Se Crederai”



La domanda: “Perchè Dio uccide i bambini?” (lo so, questa non fa

ridere, in ogni caso è già un buon antioppiaceo dei popoli)




"Ford, in quanto eretico, sei bandito dal regno dell'oppio del popoli!"




Ponyo sulla scogliera



Cosa si era fumato Miyazaki per dire che questo è un pesce?


Uno dei fratelli di Silver è un vero e proprio untore di giapponesismo a casa nostra. Miyazaki su tutti. Personalmente mi piacciono molto, sono tutti film curatissimi. Il problema è Silver che li molla con il contagocce: troppo fantasiosi o irrazionali (da donna di scienza non riesce a capirli). Se le esce la frase “Cosa si fumava secondo te l'autore quando ha scritto questa parte?” stai pur certo che quel film non girerà più nel nostro lettore. Ponyo è miracolosamente passato indenne.



Il parere di Ford: film bellissimo, adatto a dialogare con i piccoli e i grandi, un pò come tutta la produzione di Miyazaki. Alcuni passaggi sono piuttosto complessi per i primi anni, ma di certo - come tutti i titoli del Maestro - sarà uno dei capisaldi dei cineforum per i piccoli che Julez sta già pregustando - e anche io -. Come se non bastasse, la canzoncina è uno splendido tormentone!



Cosa ha fatto appassionare: saperlo... ogni regola ha le sue eccezioni.



La domanda: “Papi, ma adesso Ponyo è pesce o bambina? E adesso? E adesso?”







Cars


Ah, il fascino di una gru vince perfino sul rosso fiammante di un'auto da corsa.


Film proposto da James Ford che, giustamente, in quanto in attesa di un maschio, si vedeva esentato dal commentare un qualsivoglia pellicola sulle principesse.

Ma non cantare troppo presto vittoria, vecchio cowboy, utlimamente Giacomo preferisce di gran lunga Rapunzel al resto del pacchetto...



Il parere di Ford: Cars - il primo -, nonostante sia stato sottovalutato rispetto ad altri filmoni come Monsters&Co, Wall-E o Up!, resta uno dei miei preferiti della splendida serie firmata Pixar.

Sono già pronto, dunque, a sedermi sul divano con il Fordino e simulare anche il rumore delle macchine, sperando che non gli venga troppa voglia di farmi andare in giro con lui al volante, date le mie ormai leggendarie scarse capacità alla guida.



Cosa ha fatto appassionare: una cuginetta esasperata di vedere sempre il “Principe d'Egitto” ha provato a forzare cercando di fare leva sulla mascolinità dei gemelli. È indubbio che personaggi come Cricchetto non passino inosservati.



La domanda: “Ma come fa a guidare quella macchina senza persone?” (troppo razionale sta bimba, però)







Rapunzel



Ma secondo voi, la Gothel a cosa pensava quando ha fatto costruire la torre?


Film Disney che strizza decisamente l'occhio alla produzione Dreamworks con battute e riferimenti molto più comprensibili agli adulti che hai bambini. Ha però il pregio di riportare la grande D al genere musical, anche con qualche bel brano (“Un sogno c'è” cantata da Mario Biondi è già un must).



Il parere di Ford: trovai piuttosto deludente Rapunzel, almeno rispetto a cose "da principesse" molto più riuscite come i Classiconi Biancaneve o La bella addormentata o il recente La principessa e il ranocchio, deboluccio e un pò vuoto. Dunque, a meno che di colpo non compaia nella dvdteca di casa Ford, farò finta che non esista.



Cosa ha fatto appassionare: i film proposti dalle cugine passano, non c'è che dire.



La domanda: come si chiama Fin Laide?






Ribelle – The Brave

Vi insegno io a tradurre The Brave con Ribelle, mannaggia a voi



Qui la parte musicale non è granchè ma in compenso il film è una cannonata. Ha tutti gli ingredienti per piacere alla famiglia intera: la voglia di emanciparsi, un pizzico di paura, l'umorismo... insomma, tutto. Andatevi a leggere la recensione di Ford



Il Parere di Ford: fresco di premio Oscar, quest'ultimo Brave è un vero gioiellino che ha riportato la Pixar ai suoi fasti dopo il mezzo scivolone di Cars 2. In casa Ford è piaciuto molto, tecnicamente è pazzesco e coinvolge e diverte dall'inizio alla fine. Senza dubbio sarà parte delle future visioni animate del Fordino.



Cosa ha fatto appassionare: l'ho trovato in offerta al supermarket... l'ho imposto.



La domanda: Dov'è Mordù, dov'è Mordù (c'hanno fifa per tutto il film)





The Avengers

Ehi Fordino, ti vesti da Aiomemme e vieni a giocare con noi?




Film che segna il mio successo come padre: ai mostriciattoli piacciono i supereroi.

Primo “non cartoon” a girare nel lettore DVD da parecchio tempo a questa parte.



Il parere di Ford: i film che riescono ad unire genitori e figli e far divertire entrambi sono sempre una meraviglia, tanto più se sono giocattoloni roboanti come questo. Da appassionato di fumetti, ho trovato The Avengers una delle cose migliori mai tratte da un fumetto Marvel, l'ironia è perfetta ed il ritmo anche, oltre agli attori in grande spolvero - Downey Jr su tutti -. Come se non bastasse, alcuni dei ricordi più belli che ho rispetto all'infanzia e a mio padre, sono i Cinema insieme a vedere tamarrate di questo tipo. Mitico.



Cosa ha fatto appassionare: un fumetto comprato al mare e lasciato di fianco al water che ha catturato l'attenzione di JackJack. Da lì è stato tutto un Hukke, Aiomemme, Tolle, Tatan Memeca.
Presto contagiati anche gli altri due.



La domanda:”Papi, perchè Hukke quando diventa grande e verde strappa

la camicia ma non le braghe?”




Tranquillo Ford, quando sarai arrivato qui, anche se non saprai

rispondere alla domanda, avrai almeno la certezza di aver superato il

peggio: le notti insonni, la moglie un po' esaurita, l'influenza

seriale ma, soprattutto la fissa per i Teletubbies.



Alla salute!



Alla salute anche a te, Gae! E muchas gracias!

venerdì 20 maggio 2011

Aristocaz..

Scena 1. In mensa al lavoro

Collega 1:"Ieri sera ho visto Black Swan"
Collega 2:"Io ieri ho visto Habemus Papam"
Collega 3:"Io Il ragazzo con la bicicletta"
Io: "Sticazzi, io è una settimana che mi vedo gli Aristogatti"


Marichan è andata in fissa. Pensare che fino a 10 giorni fa non aveva praticamente mai guardato la tv. Ora max 30 min/giorno. Ma sempre Aristogatti.
Non sono contrario in assoluto alla tv. E non vedo l'ora di portarla al cinema.
Quando ero piccolo sfruttavo mio padre che, lavorando come manutentore in una piscina di un oratorio, utilizzava la maschera del cinema dello stesso oratorio come baby sitter. Ci lasciava lì, andava a fare i suoi controlli e poi ci raggiungeva a proiezione in corso. Non era particolarmente importante cosa proiettavano, erano sempre familyfirendly. Tra l'altro i film arrivavano con almeno un paio d'anni di ritardo. Ho visto E.T. quando già Drew Barrymore era in clinica per disintossicarsi.
Altro lievissimo particolare. Mio padre non si formalizzava sull'orario d'inizio. Si arrivava quando si arrivava. Di solito recuperavamo l'inizio di un film dalla proiezione successiva. Il primo film che ho visto dall'inizio alla fine è stato Rambo 2, in terza media, perchè sono andato con alcuni amici al cinema in autobus.
Il primo film di animazione Disney invece è stato "Il Gobbo di Notre Dame". Mi aveva invitato una tipa con la quale ci provavo in modo spudorato (al punto da andare al cinema a vedere "Il Gobbo di Notre Dame").
Per cui dovrò farmi una cultura.
Tutto sommato gli Aristogatti sono anche carini. Se non fosse per Duchessa; fa tanto la signora e poi c'ha tre figli da non si sa da chi, fa gli occhi dolci al primo che passa, flirta in modo indegno con una gang di jazzisti (che si sa che i jazzisti sono tutti dei cagacazzi).
Meno male che mi aiuta a tenere occupata Mary fino a che ho finito di lavare i piatti.