È
estate, fa finalmente abbastanza caldo e da un numero di minuti
sufficiente per potercene lamentare e magari non avete voglia di
ascoltare ragionamenti troppo elevati.
Tuttavia
credo che un po' di riflessioni pedagogiche si possano sempre
affrontare. Dopotutto anche
sotto
l'ombrellone si può intavolare un bla bla con la vicina sull'”ah,
signora mia”.
Stamattina
leggevo il post (che parla di tutt'altro, leggetevelo) di The Queen Father (che conoscono tutti quindi che
ve lo presento a fa'?) e mi si riaccendeva la lampadina su una
questione che ogni genitore si trova ad affrontare ad un certo punto
della sua esperienza genitoriale: come chiamiamo gli organi genitali
con i bimbi?
Se
vi guardate attorno troverete tutte le categorie sociologiche
possibili:
- I No-problematici tradizionalisti. Quelli che non si pongono il problema e lo chiamano come lo hanno sempre chiamato: Pippo, ciccio, uccello, pisello (pour lui). Patata, ciccia, farfalla (pour elle)
- Gli edulcoranti catto-rispettosi: Come i primi, ma più catechisticamente formati e non enfatizzare certi argomenti. La differenza è il vezzeggiativo diminutivo: Patatina, pippetto, pisellino, farfallina, ecc.
- Gli schietti (rari, ma esistenti): la mona, el casso, la figa (conosco solo gente che parla in veneto tra gli schietti.
- I puristi: hanno un nome scientifico? Chiamiamoli con quello: Vulva, pene, testicoli, (com'era dottore il cognome della figa? Ah, si, vagina)
- I neologisti: siccome non è corretto dare altri significati a parole che già ne hanno uno, proviamo ad inventarci un nome nuovo.Piccola digressione. Io sono anche d'accordo che patatina, in effetti, non è proprio il massimo perchè poi gli serviamo in un piatto d'argento il doppio senso quando saranno grandi e lo stesso vale per uccello e tutto il resto. E pensa il culo di quello che si chiama Filippo ma come dicevan tutti Pippo. Ma ha davvero senso far chiamare gli organi genitali con un nome che ha senso solo per noi? Sono perplesso.E poi in italiano ci sono un saco di parole che hanno più di un significato... adesso che ci penso.
Da
piccolo i miei chiamavano il pene "piperotto". Non so se lo fossero
inventato o cosa. Fatto sta che piperotto è piuttosto bello. Io non
l'ho mai associato a qualcosa che non va bene. Anzi, quando ho
scoperto che non si chiamava piperotto davvero ci sono rimasto anche
male.
Però
non è che adesso io sia scevro dai doppi sensi e, vivendo nel mondo,
non è che io ignori cosa possa significare la parola uccello.
Va
ben, lascio la questione aperta perchè non riesco a decidermi a
quale categoria appartenere.
Ditemi
la vostra, se vi va.
Cito
solo il grande Enzo Biagi che diceva: Difficile capire un Paese,
scrisse un libellista, dove la stessa cosa è chiamata al Nord
uccello e al Sud pesce.