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martedì 17 dicembre 2013

A Natale sarò più buono. Forse


Che poi dici che il Natale dovrebbe rendere più buoni. Eccerto, trattasi di calo di tensione.

Perché le settimane precedenti sono teribbili.

C'è la recita, il canto della stella, le prove del concerto, le prove per la messa, i regali per i parenti fino al quarto grado.

Pare facile, pare.

Invece è difficile.

Metti che devi trasmettere ai bimbi tutto l'amore e la bontà consona al Natale il giorno della recita, ok? Li fai mangiare un'ora prima, a forza, sennò non mangiano perché non possono avere fame alle 11,30 se hanno finito colazione alle 9.

Li metti a letto; siccome non dormono ti sdrai con loro e ti parte il pisolo. Ti svegli tardi e devi fare in un quarto d'ora quello che avevi programmato in due ore.

I bimbi chiaramente vedono che sei agitato e vulnerabile. E no, non ti aiutano... così li cazzi, li insegui, urli.

In settimana poi c'è la stella da cantare pro asilo (che dico, io c'ho lasciato tutto il mio stipendio per due anni al nido, ma davvero mi devo sentire in colpa se non vado alla stella?). Si parte alle 7. Alle setteeeee???

Ma come faccio se lavoro fino alle 6?

Li ingozzi, loro tirano indietro e allora li cazzi, li insegui li minacci coi regali farlocchi, ecc, ecc.

li imbottisci che manco un panzerotto calabrese: pigiamo sotto, tuta sopra, maglione, giubbotto, passamontagna, guanti (un po' larghi). Per corpire tutto il giubbino catarifrangente della Ford, che per strada non si sa mai. Jack, che per non perdere i guanti cammina con mani benedicenti, sembra Angelo Roncalli ai tempi del Patriarcato di Venezia. Ci si aspettava che, da un momento all'altro, invece che “Buon Natale” proferisse un “Quando rientrate in casa date una carezza ai vostri bambini”. 
La sera dopo, per non indurlo a precoci crisi mistico-religiose, passamontagna modello guerrigliero zapatista.  

In tutto questo c'è da comprare i regali. Per fortuna c'è internet.

Sapete come funziona internet per gli acquisti, no? Beh, ve lo spiego per sicurezza: andate su un sito di acquisti online, digitate ciò che cercate, ne trovate un migliaio di pezzi, ognuno con un prezzo diverso. Esempio: la macchina per fare le balle di fieno; giocattolo, chiaramente. Ce n'è una, di una sola marca. Ma la vendono in duemila venditori, da 12 euro fino al milione e mezzo, ottocento opzioni per la spedizione. Se non avete tempo non vi avventurate sui commenti degli acquirenti, un unico commento negativo vi farà passare intere giornate d'ansia. “Non c'era la balla”. Che balle.

Vabbè ma il negozio online è comunque comodo, soprattutto se scopri che il più economico di tutti si trova ad un chilometro da casa tua e te lo puoi tranquillamente andare a prendere di persona.

Insomma è tutto un corri corri, fuggi fuggi. In mezzo a questo un miliardo di persone che caga anche un po' il cazzo. Mi si perdoni il francesismo.

Ma è la magia del Natale ed il Natale, si sa, ha questo sapore, come dire... di bile. 

 "Hasta la Clara Estrella. Siempre"

venerdì 24 febbraio 2012

Che stress che stress che stress di giorno


Sono ufficialmente stressato. (Non avrei nemmeno tempo di scrivere, ma non voglio risparmiarvi lo strazio).
E se non bastasse l'elenco delle scadenze delle cose da seguire, a segnalarmelo ci sono degli indicatori significativi:
  • la difficoltà a perdere peso (Sono come Kung Fu Panda, quando sono nervoso mangio),
  • la perdita di desiderio sessuale (non è vero, ma fa sempre figo dirlo),
  • non ho voglia di scrivere, mi distraggo facilmente,
  • mi viene sonno. 

Alcune di questi segnali sono spesso equivocati dagli altri. Del tipo: ci sono questi due progetti importanti che dobbiamo presentare la settimana prossima per il lavoro. Le colleghe(si lavoro prevalentemente con donne) sono tutte agitatissime, frenetiche. Anche io; però sbadiglio e andrei volentieri ad appoggiarmi una mezz'ora. 
Così pensano che sono il solito cazzone che non dà il giusto peso ai problemi, che li sottovaluta, che si dedica al campionato mondiale di sdrammatizzazione estrema. 

Poi ci sono gli avanzi di Carnevale da mangiare... e giù a riempirmi la pancia di gusto. E gli altri stressatissimi a non buttar giù manco un grissino.
Poi a Houston casa abbiamo un problema. Ma è un segreto. Non riguarda il nucleo familiare (per i conoscenti che leggono). E non siamo incinti (per tutti).
È una cosa seria, che ci preoccupa. Potrò certamente raccontarlo, ma non ora... 
va beh, direte, fai a meno di lanciare il sasso. No, scusatemi... sono come un pentolone a pressione: c'ho il bollore dentro (in dialetto si dice bojamento) e devo sfiatare. Mi veniva anche un'altra metafora gastro intestinale ma ve la risparmio (Aho, so' on sigggnore!)
Poi stasera c'ho la jam session. Sono anche contento; però, pensando che sono due anni che non tocco una chitarra elettrica, è caduta in un periodo... anzi, visto che quando ho deciso di partecipare non ne avevo idea, direi che è il periodo che è caduto attorno alla jam. Che sfiga.
Poi martedì si va a notaiare il mutuo. È la quarta volta in 4 mesi che andiamo dal notaio e partono quei 2000/3000 neuri euro al colpo. Come minimo mi aspetto di vedere il mio nome aggiunto sotto alla lapide dei benefattori che c'è nell'androne del palazzo. Anche a pennarello, al limite.
E la settimana prossima compirò 18 28, (non mi ricordo, so che c'è l'otto) anni...

“si vive di lenta costruzione
e di tempo che ci inchioda
e di diavoli al culo
di fianchi smorti
di fuochi desiderati
si vive di pane
di speranza di bere
un vino buono per l'estate
rotolando si vive
di discorsi leggeri”
Discanto – Ivano Fossati