Nemmeno
le Uova di cioccolato sono più come quelle di una volta, pensavo
ieri. Le sorprese, ad esempio, non si trovano più i portchiavi di
plastica, l'anello con Diabolik o i fili per fare lo scoubidou.
Adesso
puoi scegliere l'uovo in base al sesso di tuo figlio, maschio e
femmina (saran contente le Sentinelle in Piedi) e puoi addirittura
mettere una seria ipoteca sulla sorpresa perché sulla confezione
trovi già una sorta di abstract: Winnie the Pooh, gli Avengers, i
Pooh.
Che
non ci vuole molta fantasia a capire che se deve essere uno degli
Avengers, o uno dei Pooh, al massimo te ne capita uno dei quattro,
mica che esce Batman o Riccardo Fogli.
Invece
noi avevamo tutta questa aspettativa e niente, ti dovevi sfogare sul
cioccolato perché quel pupazzo rosa proprio non si poteva guardare.
Mi
chiedevo, correndo da solo al mattino presto, se questo in qualche
modo influirà sulla crescita dei nostri figli?
Questo
programmare tutto nel dettaglio, perfino le sorprese dell'uovo di
Pasqua, è giusto? È reale?
Mi
tornano in mente le interrogazioni al Liceo; io avevo una sorta di
codice d'onore e non mi giustificavo mai. Alcune compagne invece ci
davano dentro di giustificazione, si premuravano di avere diritto ad
almeno due bonus per ciascuna materia ai quali andavano chiaramente
aggiunti i motivi seri: lutti, incendi della casa, separazione dei
genitori.
Una
volta dissi in confidenza al professore di Filosofia che accettare
questo atteggiamento come insegnanti non era molto educativa. Cazzo!
Avevo 18 anni e già ne sapevo.
Lui
mi rispose che i conti si fanno alla fine.
Chiaramente
fui, alla maturità, quello che uscì con il peggior voto in
assoluto. Dissi al professore di Filosofia, senza polemiche, perché
io avevo avuto quello che meritavo, che mi pareva che i conti, alla
fine, fossero usciti un po' sbagliati, in ogni caso.
Lui
mi rispose, serafico come sempre, che lui non aveva mai detto che “la
fine” fosse l'esame di maturità.
In
effetti sono poi stato il primo della classe a laurearmi e qualcuno
neppure c'è riuscito.
Ma
a parte gli studi mi chiedo quanto ci logori questa ansia di
controllo, questa esigenza di piegare tutto alla nostra volontà,
alla nostra personale agenda: gli esami solo quando vogliamo, i figli
solo quando vogliamo, il fisico come lo vogliamo...
E
per cosa poi? C'è sempre una zia che ti regala l'uovo da quattro
soldi, quello con il portachiavi con le orecchie di coniglio rosa.
E
così è la vita: è un uovo di cioccolato che non si sa cosa
contenga. Può avere tanto incarto ed essere più piccolo di come
sembra, avere una sorpresa bellissima che la tieni per anni o una
schifezza che si rompe subito e la butti via... Può essere al latte
e tu lo volevi fondente, essere troppo zuccherato e stomachevole e
non hai nessuno che ne mangia un po' con te.
Insomma
è solo un cazzo di uovo di cioccolato, non vale la pena aspettarsi
chissà che. Ci fosse dentro la garanzia di mangiarlo anche l'anno
prossimo, almeno, quella si sarebbe una bella sorpresa.
![]() |
"Ehi, Batman, hai preso tu il mio portachiavi di peluche rosa?" |
Sai che c'è? Anch'io mi sono posta il problema delle uova con una sorpresa poco a sorpresa.
RispondiEliminaNon so se siano una metafora di controllo, se invece i produttori giochino sul nostro desiderio di fare poca fatica e avere grande successo. L'unica mia certezza è che i bimbi sono come al solito migliori di noi adulti e le mie bimbe la cosa con cui hanno giocato di più è stata la carta che è diventata la coda di una sirena, un lago in cui tuffarsi per la grande e un sonaglio rumoroso per la piccola.
È vero, i bimbi stupiscono sempre, in questo senso. Ma è quello che dico: serve proprio un uovo con la sorpresa non sorpresa?
EliminaNon capisco perche' invece non si consideri il desiderio dei genitori di non scontentare mai i figli, nemmeno davanti ad una indesiderata sorpresa dell'uovo di pasqua.
RispondiEliminaQuesto per rispondere ad Ilaria.
Bellissimo post, Gae. E che rabbia quel professore. Anche a me sembra, parlando di scuola, che dai "miei tempi" le cose siano solo peggiorate, e che assecondare l'onnipotenza infantile ed adolescenziale abbia solo prodotto mostri di insicurezza.
Si, è vero. È una voglia di non scontentarli mai, di iperproteggerli. Che poi alla fine, è un modo per proteggere noi.
Elimina"I conti si fanno alla fine", ecco anche per me le soddisfazioni sono venute dopo il liceo, che prima avevo professori scartati da ovunque e finiti nella mia scuola di brutta periferia.
RispondiEliminaIl vantaggio/svantaggio di avere un figlio come il mio è che le uova con i personaggi non le possiamo comprare, quindi si è trovato con vere sorprese (tipo un paio di occhiali da sole da donna e un ciondolo con il segno del cancro ... (e nessuno di noi ovviamente è cancro). Però non si è lamentato e si è buttato sul cioccolato, per una volta come ai vecchi tempi. Che sia meglio o peggio non lo so, del resto ha mille altre occasioni per vedere assecondato il suo ego.
È vero che le occasioni per assecondare l'ego dei figli non mancano, però mi pare che in generale il bisogno di controllare il mondo sia diffusissimo. Con le relative frustrazioni quando ci rendiamo conto che non abbiamo, in realtà, alcun potere.
EliminaHai pienamente ragione... noi eravamo diversi in tutto. Ora ci deve essere il controllo totale, forse (la mia è solo un'ipotesi) perchè i genitori hanno perennemente paura delle reazioni dei loro figli e quindi li vogliono accontentare, preferiscono la scorciatoia invece di spiegare al proprio figlio che nella vita non sempre di può avere quello che si desidera. E questo per la società del futuro è davvero pericoloso
RispondiEliminaSi, un po' il bisogno di controllo ed un po' la paura della reazione. Non so se dire che è pericoloso, di sicuro so che è inutile, qualcosa che ci sfugge ci sarà sempre.
EliminaGran bel post.
RispondiEliminaP.S. Elisa ha giocato felicemente col tronco di cono che regge l'uovo :)
la garanzia di mangiarlo anche l'anno prossimo... e per molti anni a venire anche per me...grazie Elisabetta
RispondiEliminaDovrebbero eliminare la tradizione delle uova di Pasqua per come sono diventate: come dici tu, sorprese che non sono sorprese, e poi il giorno dopo non le guardano nemmeno più. Tra l'altro io mi riempio di brufoli a mangiare chili e chili di cioccolato (sono golosa e se c'è ne approfitto!!!).
RispondiEliminaComunque ti ho scelto per il best della settimana sul mio blog
http://mammaalcubo.altervista.org/top-of-the-post-3/
ciao!
Belle le tue riflessioni. Proprio belle. Ecco, sul fisico come lo vogliamo aggiungerei: magari! Ma sì, i conti si fanno alla fine. Indubbiamente.
RispondiElimina