lunedì 5 novembre 2012

Auswim

Tiene banco in questi giorni, scopro da Repubblica di ieri anche a livello nazionale, la notizia degli allenatori di una squadra di nuoto vicentina accusati di aver rasato per punizione un ragazzino di undici anni prima di una gara che dovevano affrontare in Svizzera.
Riportati più o meno da tutti i giornali, spesso anche nei titoli, non tanto la spiegazione dei fatti in sé (ma ci sono ancora giornali che riportano i fatti?) quanto due particolari: il disegno di una croce lasciata sulla testa del ragazzino e la frase: “Ti abbiamo rasato come gli Ebrei”.
Non voglio esprimere la mia opinione in merito, né a favore della difesa che dice che da sempre nel nuoto agonistico viene fatta un'iniziazione attraverso la rasatura della testa e la croce era solamente un richiamo alla bandiera elvetica, né con l'accusa che dice che si tratta di una punizione eccessiva per una qualche mancanza, con richiami vagamente nazifascisti.
E vorrei anche tralasciare un fatto abbastanza importante: conoscevo personalmente l'allenatore in questione, abbiamo lavorato assieme due anni e, anche se non lo vedo da tantissimo tempo, l'ho sempre considerato uno dei migliori educatori sportivi che io abbia mai incontrato. Gli allievi lo adoravano. Ed era un'enciclopedia vivente di sport. Non l'ho mai visto interessarsi di politica.
Ma lasciamo stare, lo dico per correttezza, perchè si sappia che non sono neutrale su questa vicenda.
Ricordo che parecchi anni fa, quando stava sorgendo l'astro Rosolino, i compagni di squadra più anziani, prima di una gara importante, lo avevano completamente rasato e lui, un po' per vergogna ed un po' per la brutta sensazione di sentirsi l'acqua sulla pelata, nuotava comunque con la cuffia in testa. Ho notato con piacere che proprio quel fatto è stato ricordato da Repubblica.
Ora, dico: mettiamo che sia un rito scaramantico, una iniziazione. Sarebbe sufficiente che mi chiedessero il permesso? Come genitore lascierei rasare mio figlio? In fondo i capelli ricrescono, non gli hanno mica tagliato un dito.
E se lo avessero fatto senza chiedermelo, avrei preso in disparte l'allenatore e gliene avrei dette quattro o avrei mandato avanti l'avvocato?
E se fosse davvero stata una punizione eccessiva? Si questo sarebbe grave davvero e se si dimostrasse che è stato così, ma avvocato o confronto?
E se invece fosse tutta un'esagerazione: esistono davvero genitori pronti a mettere in gioco i propri figli solo per ottenere diosacosa, un indenizzo, un senso di giustizia?
Io sono sempre per il confronto, di mio. Però poi se ti capita di esserci in mezzo non si sa mai come ci si comportebbe. Ma il confronto ti permette di capire, di andare a fondo. Magari di interpretare nel giusto modo una frase antisemita che, però, potrebbe essere semplicemente una battuta pesante e mal riuscita.
E quei giovani atleti? Cosa si porteranno a casa questi ragazzini, come lezione, alla fine di tutta questa storia?
Non cerco polemiche, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

34 commenti:

  1. Ciao e' il primo post tuo che leggo e anche se tendenzialmente non commento, mi è venuto spontaneo intervenire. Sì sarei per il confronto,No non sono d'accordo sul rito di iniziazione da parte dell'allenatore, nè su qualunque rito d'iniziazione in genere. Sì proseguirei, se necessario in un'azione legale, perchè? Perchè non vorrei che mio figlio crescesse con l'idea che per farlo evolvere sportivamente, chi è addetto alla sua educazione agonistica può calpestare i suoi diritti. Non approfondisco il tema della battutaccia perchè come te penso che dovrebbe essere inserita in un contesto e quindi occorrerebbe difatto un confronto.
    Saluti Symo

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    1. Io il confronto lo intendevo proprio in questo senso: se condividiamo (bambino compreso) l'iniziazione non è più un calpestare i suoi diritti.
      Torna, eh!

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  2. "ti abbiamo rasato come gli ebrei": credo che a far scatenare il putiferio sia stata questa frase. E' stata realmente pronunciata? Con che tono? Questo fa davvero la differenza, più della rasatura punitiva o meno. Una frase del genere evoca molto e non ha giustificazioni di sorta... Ma tutto dipende da come realmente sono andate le cose, è questo che è spesso difficle da capire.
    Comunque rispetto alla rasatura imposta: indipendentemente dalle ragioni sportive a me girerebbero un po' le palle se la facessero su mio figlio...

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    1. Però, secondo me, come punizione è inaccettabile, frase a parte. Le punizioni corporali proprio non sono accettabili. Chiaro che il "rito" deve essere arricchito di senso, se passa come una punizione le palle girano a tutti e, soprattutto, si è fallito lo scopo

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  3. Ci sono ancora giornali che riportano i fatti? No. Per il resto, l'opinione me la faccio in base alle informazioni che mi vengono date (e che cerco di approfondire quando l'argomento mi interessa). Cosa penso di questa storia? Due adulti (educatori) coinvolti che fanno mettere in atto questa cosa (sembra come punizione) a un membro (più anziano) della stessa squadra. Questa è la notizia come l'ho sentita io e mi rifiuto di credere che sia davvero andata così o che comunque sia tutto qui. Vorrei sapere anche come è venuta fuori la notizia. Non credo alla giustizia dei tribunali quindi niente causa. Spero nel confronto ma se davvero le cose fossero andate come ho scritto sopra che cosa ci può aspettare da un confronto con persone del genere? Resto comunque per il confronto...e magari per una rettifica/chiarimento/spiegazione ufficiale a mezzo stampa (senza ulteriori approfondimenti, talk ecc) a cui sia data la stessa risonanza e visibilità per far si che come al solito non sia un sasso buttato per far rumore e basta.

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    1. Anche a me dà fastidio il clamore (anche se, mi rendo conto, nel mio piccolo, ne ho parlato pure io)

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  4. Questi episodi lasciano sempre perplessi, anche perchè occorrerebbe davvero conoscere ogni dettaglio, perchè l'esagerazione è sempre in agguato da entrambi i lati.
    Io, in linea di massima, la penso come te: ben venga il confronto, e se poi non mi piace, qualche bottigliata può sempre partire! ;)

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    1. Preparati a tenerti sempre un "vuoto a rendere" in tasca quando diventerai papà ;)

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  5. Neanch’io mi pronuncio sulla battuta antisemita.
    Sulla mia eventuale reazione se succedesse a noi: dipende molto dalla reazione di mio figlio, credo. Nel senso che se lui tornasse a casa disperato perché lo hanno rasato e non dormisse la notte e si rifiutasse di tornare agli allenamenti…beh, allora penso che muoverei il mondo per capire cosa è successo ed ottenere giustizia. Se invece lui tornasse a casa rasato, ma non traumatizzato, se avesse preso la cosa con ironia…boh, magari lascerei correre.
    C’è molto da riflettere, comunque, sulla tua ultima frase: “Cosa si porteranno a casa questi ragazzini, come lezione, alla fine di tutta questa storia?”. E io aggiungo: perché lo sport non può essere solo divertimento, passione e, visto che a undici anni si è solo dei bambini, gioco?

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    1. sulla rasatura forse sarebbe opportuno essere avvertiti prima, magari ci sono mille motivi per cui quei capelli non devono essere tagliati... io sono stato allenato e ho allenato e nello sport si creano situazioni che trovano un loro senso in quel contesto. "Dentro lo spogliatoio" a volte è circoscritto un mondo che ha le sue dinamiche che magari fuori verrebbero travisate da un certo perbenismo un po' vellutato. Magari la "rapatura" lì in quel contesto è istituzionalizzata, chi lo sa. Il problema - secondo me - da una parte è il rapporto con le famiglie dei bambini e ragazzi (che devono sapere), dall'altra le modalità che (posto che sia stato veramente detto... mi pare molto strano) non possono tollerare - neppure per scherzo - frasi come quella citata.

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    2. Si sarebbe bello e giusto così, in effetti. Per questo non ho tutta sta smania di far fare attività agonistiche ai miei figli

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  6. Non avevo letto questa notizia e la trovo francamente molto triste. Non so bene cosa dire, del resto, come già hanno scritto gli altri, bisognerebbe conoscere bene la situazione. Così com'è, mi genera solo tristezza.
    P.S. ma Gae, perdona l'off topic... l'hai sentito il cd? E tuo fratello? ...e allora??? :-)

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  7. Sono situazioni delicatissime. Hai ragione, bisognerebbe conoscere bene i fatti. Non lo sò, francamente se succedesse a noi come Silvia valuterei prima la reazione di mio figlio.

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    1. Si, anche se ci vogliono delle antenne molto sensibili anche per capire bene i figli. Non penso mai di essere il solo che li capisce.

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  8. Io non mi sono fatta un'opinione in merito, ma da sempre gli allenatori e gli insegnanti di un certo livello spronano gli allievi in modo poco ortodosso.
    Fa parte delle regole del gioco.
    A me (e a tutte le altre bimbe del corso) l'insegnante di danza classica sbloccò i legamenti dell'inguine facendomi un male boia, e avevo sette anni. Nessuno la denunciò per maltrattamenti.
    Adesso questi genitori mi sembrano un po' ficosi, si ricordano di avere figli solo quando c'è da chiamare l'avvocato.

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    1. uuh pure a me! allora e' normale che un'insegnante di danza di ti sieda sulla schiena per farti toccare terra con la pancia, oh mamma mia mi ricordo ancora che maleeee
      No, dai, questi un po' matti lo sono, ma gli avvocati...poveri bambini che ci vanno di mezzo.

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    2. Posizione delle gambe a farfalla, insegnante mette le mani sulle ginocchia di noi bimbe e tran giù a terra.
      Tuttora, da ferma e da fredda, riesco a mettermi i piedi dietro la testa.

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    3. Eh eh! Metodi fortunatamente superati. Come la ciabatta che mi tirava il maestro di nuoto quando mi fermavo a rifiatare a metà vasca.

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  9. quoto Silvia. se il ragazzo è tranquillo, se davvero è una specie di iniziazione cui devono sottostare tutti e quasi una forma di *integrazione* in un club e lui è *fiero*, o *normale*, o *indifferente*, o *sereno*, il problema non esiste.
    esiste invece se la cosa lo ha turbato, se l'ha ritenuto un sopruso o anche semplicemente se se ne vergogna.
    ma probabilmente non sapremo cosa pensa, perché i minorenni non hanno diritto di parola, sui giornali, e il caso ormai è talmente montato che si vorrà preservare il ragazzo...

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    1. Per quanto sia possibile preservarlo, però. In paesetti piccoli come i nostri, nonostante l'anonimato, sanno già tutti a chi è toccata.

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  10. E' bello modificare in parte il proprio giudizio leggendo il tuo commento "uno dei migliori educatori che abbia conosciuto". Resta pero' il fatto che magari Rosolino era piu' grande. Rasare a zero un bimbo cosi' la trovo una violenza inaccettabile.

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    1. Si, brava! In effetti mi sono scordato di mettere una considerazione che avevo fatto tra me e me proprio sull'età del bimbo. Un conto è fare certe cose a 16-17 anni, un conto è a 11.

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  11. faccio un'altra domanda: ma non è che stiamo un pò degenerando in gruppo? siamo cosi stressati tutti che per la più stupida delle cavolate se ne fa un caso nazionale?? non lo so i fatti in questo caso come siano andati, (io non c'ero) ma se la rasatura c'è davvero stata vuol dire che non è la prima volta e allora perchè stavolta ha dato tanto fastidio??? per me ci si vuole scandalizzare per vaccate solo per dimenticarci che in Siria c'è una guerra ignorata dal resto del mondo (solo x fare un esempio).
    baci
    Eli

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    1. Forse non lo fanno nemmeno più per nascondere la guerra ma solo perchè ci siamo abituati a sentire parlare solo di gossip

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  12. se è vero che si tratta di un rito di iniziazione istituzionalizzati in quell'ambiente, mi chiedo:

    - perchè i due allenatori sono stati sospesi?
    - perchè nessuno dell'ambiente ha speso una parola a favore degli allenatori?
    - perchè un altro ragazzino è stato minacciato di subire lo stesso trattamento?

    questo è quello che ho appreso dai giornali. Spero di sbagliarmi.

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    1. In realtà proprio sabato parlavo con qualche ex collega e, quasi per difesa corporativistica, si cercava di capire le ragioni del gesto. Mi pare troppo stupida per essere una punizione. La trovo anche pesante come iniziazione, a dire il vero. Soprattutto senza il consenso dei familiari. Trovo anche esagerato che si sputtani la gente sui giornali senza un briciolo di prove in più. Alla fine quei tre istruttori, colpevoli o no, faticheranno a trovare ancora lavoro nel settore.

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    2. credo che anche quella squadra per un pò farà fatica a trovare nuotatori agonisti. Se mio figlio fosse un compagno di squadra di quel ragazzino non sarei sarena.

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    3. inoltre, se quel ragazzino era un agonista che faceva gare all'estero, si suppone che frequentasse l'ambiente da un bel pò di tempo. E anche i suoi genitori, vista l'età del ragazzino.
      Possibile che non avessero mai visto sentito o saputo nulla di questo rito di iniziazione?
      Dai, sta storia del rito di iniziazione puzza.

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    4. In realtà il rito di iniziazione si fa quando si passa di livello. L'allievo (ed il compagno) avevano passato le selezioni nazionali per la prima volta (questo mi raccontavano quelli che sono più dentro alla cosa, ma non direttamente interessati).
      Non è una cosa che succede spesso, quella squadra è attiva da pochi anni e può essere che non avessero mai superato quella fase.
      Come vedi non è semplice restituire la verità ai fatti. Tutto si presta a molteplici chiavi di lettura. Faccio fatica a pronunciarmi. Solo la mancanza di "collaborazione" con la famiglia la trovo inaccettabile. Come si fa a pensare di rapare un bimbo di 11 anni a zero senza prima chiederlo ai genitori?

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    5. Ma scusa, ma veramente ci può essere un rito di iniziazione di questo tipo su un bambino/ragazzino di 11 anni? (nel senso proprio letterale che è prassi ed è stato fatto ad altri bambini della stessa età) Già mi sembra pesante a 17 anni, come a qualunque età e in ogni caso deve essere accertato il consenso del diretto interessato oltre che della famiglia perchè più o meno dovrebbe essere in prima media ed è un età in cui si è grandi e piccoli insieme e non è che se sai che tuo padre è d'accordo allora va bene! Però se invece è il bambino/ragazzino ad essere d'accordo perchè è un rito di prassi (con la difficoltà di capire se è vero questo accordo) allora è accettabile (e la famiglia deve fare un passo indietro anche se capisco la difficoltà), per quanto non lo condivido proprio come gesto.
      In effetti le dinamiche di squadra, che in questi casi diventa "gruppo", e di spogliatoio mi fanno un po' impressione, ma immagino che se condotte bene siano anch'esse importanti. Io sono sempre stata un autsider in tutto con i pro e i contro e con la mia solitudine di adolescente, che magari pesa di più di questa rapatura.
      ogni tanto leggo senza commentare, ma ho voluto dire la mia qui perchè mi ha colpito molto come sei riuscito a farmi cambiare idea (nel senso che adesso non so cosa pensare) su una notizia che senza ragionamenti mi avrebbe fatto solo inorridire!
      ciao francesca

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    6. Sono contento che tu abbia commentato perchè hai riassunto bene lo spirito di ciò che volevo scrivere: non si tratta solo di punti di vista ma proprio di come la nostra sensibilità influenza la percezione dei fatti. Mi colpisce che chi riporta la notizia voglia solo far inorridire senza aiutare a far capire.

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  13. che rito del cazzo

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    1. Ogni rito è potenzialmente "del cazzo". Assume valore solo se credi in quello per cui lo fai.

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