(l'autore,
partendo da un'opinabile overture, si propone di approfondire
importanti tematiche sociali)
Ho
cercato con poca convinzione una traduzione latina alla frase
“Cagarsi addosso”. Ma come recentemente ricordato il latino non è
il mio forte e sono passati anche quasi vent'anni dall'ultima volta
che ho aperto l' IL che ora prende polvere nel sottoscala. Per cui ho
ripiegato in un più altisonante De rerum stercorum che però non
rende l'idea.
Perchè
l'idea è proprio “Cagarsi addosso”.
Quale
metafora, quale immagine recondita, quale significato occulto può
nascondere un simile aforisma?
Nessuno.
Parlo
proprio di riempire le braghe di merda.
Vi
è mai capitato? Dopo i 10 anni, intendo... Dai non siate timidi.
Va
bene, inizio io... mi è capitato qualche anno fa dopo un allenamento
di calcio con successiva birra e bruschetta. Vi risparmio i
particolari
Ora,
credo che non ci sia esperienza migliore per darci la reale
proporzione tra i reali problemi del mondo ed il nostro bisogno di
farci le seghe mentali.
No,
certo, ci sono anche cose più invasive: una malattia, la disabilità
di un figlio, la morte di una persona cara. Ma avendo la fortuna di
non dover fare i conti con tutto questo, partite dal mio
suggerimento: Cagatevi addosso!
Ad
esempio, lo consiglio a chi sabato scorso, durante la sfilata del
Vicenza Pride, inneggiava a Putin e chiedeva alla Russia di salvarci
dalla frociazione dell'umanità (le ultime tre parole le ho aggiunte
io).
Ed
anche a quelli, più pacati e rispettosi, che si sono presentati con
il manifestino “Assiciazione per la difesa dei diritti della
famiglia” trazionale. Con il “tradizionale” aggiunto sotto a
pennarello.
No,
dico, a pennarello.
Ma
investite in un buon corso di comunicazione, ma chi volete che ve lo
legga, in mezzo a tutto quel bailamme di colori sgargianti e
paillettes (notare i francesismi gay-friendly), il vostro
striscioncello in bianco e nero e per di più con un pezzo aggiunto a
mano.
Per
nulla chic!
In
generale comunque invito tutti quelli che fanno il tifo contro:
quelli che organizzano le fiaccolate contro gli zingari, quelli che
fanno i picchetti contro le moschee, quelli che pensano sempre di
avere la verità in tasca, magari consegnatagli personalmente da un
dio o comunque da uno bene in vista.
Che
poi è sempre una verità contro chi è più debole, chi è
emarginato, chi è fuori. Provate una volta nella vita a scendere di
corsa dall'auto e non riuscire ad arrivare in casa perchè il vostro
intestino vi tradisce lì, in cortile, al buio.
Vedrete
come in quel momento l'unica cosa che conta è avere di che pulirsi
il culo. Alle volte è sufficiente un giornale. Magari che parla di
contromanifestazioni.




