venerdì 25 luglio 2014

Forse un giorno potremo incontrarci di nuovo, lungo la strada

Otto anni fa moriva Paola.
Era da sola in un parco di Pechino, città che conosceva bene per averci abitato, ed è stata aggredita probabilmente per rubargli la borsa.
Avrebbe compiuto 29 anni il dicembre successivo.

Io lo so che ultimamente mi ha preso questa assurda e nostalgica deriva triste ma non so che farci. Scusatemi.
Il problema è che io non riesco a piangere, capite?
Non ho mai pianto per Paola, non ho mai pianto per Enrico, non ho mai pianto per Nikio.
Così mi resta tutto dentro e non riesco a fare pace con il passato, mi resta il dubbio di poterlo fare, almeno.
Paola era una ragazza bellissima, almeno per me lo era. Magari non abbiamo tutti gli stessi canoni estetici di riferimento, ma era impossibile non rimanere affascinati dal suo modo di essere, di vestire, di parlare.

Ci si vedeva pochissimo negli ultimi anni, sempre in giro per il mondo com'era.
Chissà ora se sarebbe diverso?
Alcuni dei nostri amici comuni li abbiamo persi, con altri ci si sente davvero troppo di rado. Altri ancora sono invece tra i più cari, i più vicini.

Chissà se adesso saresti anche tu una giovane mamma piena di dubbi, con dei figli che parlano tre o quattro lingue? 
Chissà se ha senso questo doloroso esercizio, ora che è passato tanto tempo.
Cisco ha lasciato i Modena City Ramblers, avevi fatto in tempo a sentire la notizia? Che tu lo sapevi che lo avrebbe fatto, che lo avevi visto affaticato negli ultimi concerti.
Anche i REM si sono sciolti, sai? Hanno fatto  bene, credo che avresti apprezzato. Non riesco a sentire una sola loro canzone che non mi parli di te, non passano due note e mi rivedo sopra quell'altare con la chitarra in mano, che guardo la tua bara che esce dalla chiesa.
Ti immagino da qualche parte a sfondarti di vasche a nuoto, a sgranare i tuoi grandi occhi neri, a cantare De Andrè con quella particolare voce acuta e graffiante.
Mi devi ancora la rivincita di quella volta che mi hai doppiato sui 1500 a stile, ma credo di essere senza speranza, sono diventato vecchio ed il tempo di allenarsi è quello che è.
Magari ci sediamo a bordo vasca e ti parlo dei miei figli. Spero che saranno grandi quando lo farò. Nel frattempo dacci un occhio da lassù.



In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell'amore. (Vinicio Capossela - Ovunque Proteggi)

14 commenti:

  1. Sarà che anche io non riesco a mollare la mia deriva nera come la pece.. m'hai fatto un gran piangere :°°°°°
    ma passa, poi passa

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    1. Piangere, in teoria, fa bene. ;)

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  2. Gae, pare quasi di conoscerla, dopo averti letto.
    Un brindisi a tutti gli amici persi lungo la strada.

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    1. Per il poco che ti conosco, credo che ti sarebbe piaciuta molto.

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  3. Riflettevo con un amicollega che sono sempre più, col passare del tempo, le persone da ricordare e rimpiangere. Fortunati a essere noi, quelli dall'altra parte del guado...

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    1. Si, vero. Fortunati. E speranzosi, anche.

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  4. piango per lei.. piango per eli, la mia amica persa lungo l strada
    e ti ringrazio
    perch anche io
    non riesco a piangere abbbastanza per far pace col passato

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    1. Mi unisco al ricordo della tua amica Eli, allora.

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  5. Dio che tristezza. Comunque caro Gae, sul piangere è vero fa un gran bene, butti fuori e non implodi, ma mica poi passa. Sandra frollini

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    1. No, non passa. Ma aiuta a sopportare.

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  6. Hai letto sul mio fb che ho appena perso una cara amica. Spero stia sorridendo con Paola e che insieme ci guardino da li'.

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    1. Si, avevo visto. Mi spiace molto.

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  7. Mi si attorcigliano le budella.
    Ciao Paola.

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