venerdì 18 gennaio 2013

Gae e i gay


Quanti omosessuali conoscete?
Se me lo aveste chiesto qualche anno fa, vi avrei detto uno o due, tirandomela anche un po', come se fosse una nota di merito che gli altri non potevano vantare.
Ora forse direi che non lo so.
Perchè, in fondo, non ho informazioni sulla vita sentimentale di un sacco di persone che incontro durante la giornata, e, in ogni caso, non mi importa un granchè. 
 
È pazzesco come ci siano degli argomenti che ti si parano davanti solo da un certo punto della vita in poi, come se prima non fossero mai esistiti.
L'omosessualità è uno di questi.
Credo di aver iniziato a sentir parlare di omosessualità solo in adolescenza, di solito con parole offensive usate contro chi tutto era meno che omosessuale.
Beh! Nulla di strano, la stessa sorte di “Singano”, “Teròn”, “Mongolo”, “Anticapato” (di solito da chi offendeva in questo modo non ci si aspettava il 7 nel tema di italiano)

Ora, in campagna elettorale, pare impossibile, sembra che si possano scucire alcune centinaia di voti in più parlando di omosessualità in un modo o nell'altro...
Di per sé non c'è nulla di male, ognuno è libero di esprimere le proprie idee...
Fa un po' più incazzare che tutto ciò venga fuori in campagna elettorale quasi che le uniche due cose che contino davvero siano i matrimoni omosessuali e l'IMU così che i poveri amici gay rischiano di non potersi sposare ma, in compenso, possono pagare una follia di tasse sull'abitazione.
Va ben, era una battuta.
Ma quella sulla campagna elettorale, no.
Onestamente non sopporto questa tendenza a tirare giù il livello: vuoi colpire l'elettorato cattolico? Dì che sei contrario ai matrimoni gay. 
Se sei davvero bravo e riesci anche a far percepire questo come una minaccia al modello tradizionale di famiglia anche meglio. 
Perchè è questo che devi riuscire a dire, senza dirlo: che il matrimonio gay dopo l'eventuale approvazione sarà l'unico possibile: 
E forse la legge sarà anche retroattiva, tua moglie dovrà cambiare sesso, pena la separazione coatta. 
 
E nessuno, dico nessuno, nemmeno di quelli a favore, che si sforzi di elevare lo sguardo, di invogliiarci a ragionare, a capire il senso profondo delle cose. 
 
Nessuno che ci inviti a capire le ragioni degli altri, che ci chieda di accoglierne la sofferenza (qualcuno si è mai chiesto quanto difficile è accettare la differenza* di un figlio? E vederla su di se, e sentirsela addosso? 
Queste domande riescono in qualche modo a oltrepassare gli scudi, crociati e non, che fanno bella mostra di sé sui manifesti elettorali? 
 
Faccio mia questa riflessione del teologo Alberto Maggi in risposta a chi pone come unica argomentazione alle proprie convinzioni il vecchio adagio “Da che mondo è mondo”. 
 
"Da che mondo è mondo", è la frase magica usata per difendere un modello di famiglia che si vuole far risalire alle origini dell'umanità. Penso che adoperare questa formula sia molto rischioso, perché il modello di famiglia si è evoluto nel tempo e ancora si evolverà. Da che mondo è mondo vuole richiamarsi forse alla poligamia largamente esercitata dai patriarchi, con tanto di benedizione divina? Speriamo di no! A una famiglia dove i figli, specialmente le femmine, non avevano alcuna dignità e valore? Dove la donna era soltanto la serva del marito, padrone indiscusso dei suoi familiari? Penso proprio di no. Allora bisognerebbe sapere dicendo "da che mondo è mondo" a quale epoca ci si vuole riferire, e forse, con sorpresa, ci ritroveremo in tempi molto vicini ai nostri. Il "da sempre", pertanto, non sembra essere poi così sicuro.

* uso non a caso la parola differenza, che sottende ricchezza, al posto di diversità, che troppo spesso assomiglia a divisione. 

35 commenti:

  1. Credo che il rispetto per la differenza e l'alterità non possa rappresentare nessuna minaccia. L'altro, qualunque differenza porti in sé, ha gli stessi diritti ad esistere ed essere riconosciuto. Tutto il resto è demagogia e ottundimento delle coscienze.

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  2. Semplice e acuto. Schietto, come sempre. Ho pensato "Se solo qualche politicante leggesse...". E' stato un attimo perchè non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

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    1. Vero! A volte penso che non sia nemmeno sordità ma proprio chiusura.

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  3. OT: hai sentito l'anteprima del nuovo disco di Bubola sul Fatto Quotidiano? Si possono ascoltare tutte le canzoni. Sono meravigliose.
    Clicca qui

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    1. ascoltate distrattamente ma non ho dubbi che meriti... Ci vediamo al concerto? :)

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  4. Caro Gae, ti dico la mia. Ho un modo molto semplice di vedere il mondo e in particolare gli esseri umani : ci sono uomini buoni e uomini cattivi. A prescindere dal colore della pelle e dai gusti sessuali.Di cui, detto francamente, non mi importa un fico secco. In questa accezione tranchant,chi discrimina,strumentalizza,impone la propria visione come legge e non riconosce i diritti agli altri,è cattivo.

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  5. Bella la parola Differenza, e bella l'intelligenza del teologo. Il fatto è che la stragrande maggioranza dei bigotti e dei conformisti intelligente non è, e ai politici (e ai vescovi) interessano solo i loro (tanti) voti... :)

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    1. Temo anch'io che siano tanti... :(

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  6. "Il senso profondo delle cose" aiuta a farsi delle ragioni, ad andare oltre gli slogan. A dare un volto alle discriminazioni, alle sofferenze, ai diritti che non ci sono... che non sono solo quelli dei gay, sono anche quelli dei volti che i manifesti che tieni in visti ci ricordano sempre. Il problema, secondo me, è che spesso si è indotti dagli slogan ad esprimerci secondo quei canoni. Fa comodo a molti: da una parte e dall'altra. Sai, almeno in questa campagna non sparano addosso agli immigrati...
    In fondo siamo una nazione dove molti diritti civili sono negati o dalle leggi o dai fatti e questo è uno dei "cancri" peggiori che abbiamo... molto peggio delle tasse o dell'IMU.

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    1. Si, solo che si parla solo dell'Imu per non risolvere gli altri problemi...

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  7. La penso come te a proposito delle "questioni da campagna elettorale".
    Per il resto, penso che la sessualità sia talmente complicata che da adulti e consenzienti tutto sia normale. Anch'io ho avuto una ragazza all'università, ma definirmi lesbica sarebbe un'etichetta riduttiva :)

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  8. secondo me finchè le persone continueranno ad usare la parola "diverso" le cose non cambieranno. Non esistono i gay o gli etero per me, così come i neri e i bianchi: esistono le persone. Persone che possono essere buone o cattive, piene di pregi e difetti e con aspirazioni differenti. Il mondo è bello proprio per questo.
    Ma chi strumentalizza queste differenze lo rende un pò meno bello.

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  9. Anche la diversità esiste da sempre ma in forme sempre diverse "da che mondo è mondo". Ogni epoca ha i suoi eroi e i suoi demoni, quello che non cambia è il potere che cerca di manipolarli per restare sul trono.

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    1. Ogni epoca sembra accanirsi con una diversità, è vero.

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  10. Molto bella la riflessione del teologo: spesso li sentiamo appellarsi a un'idea di famiglia come se davvero fosse l'unica possibile e l'unica esistente. Le persone furbe sfruttano le persone ignoranti, che su questo argomento in particolare sono tante.

    E tu l'hai posta come battuta e hai fatto bene, ma è vero che anche i gay pagano le tasse, e adempiono a tutti i doveri di un cittadino. Se rispettano tutti i doveri, sarebbe carino che si cercasse un modo per far loro avere anche tutti i diritti.

    Sento spesso dire che ci sono problemi più urgenti dei diritti civili. A me sembra una grande cazzata. Siamo prima di tutto persone. E comunque, con tutti i politici che ci sono - tutti i politici che paghiamo - possibile che non si possano dividere il lavoro in modo che si occupino di tutti i problemi possibili?

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  11. Ho notato la delicatezza della scelta delle parole, l'ho intuita prima di leggere l'ultima frase. :)
    E anche se di solito sono io a fare le pulci, stasera no. Mi godo il lavoro altrui

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    1. Godi! Ma accetto anche le pulci... se vuoi, in priveè

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  12. Maggi è un grand uomo, e anche tu nel trattare con delicatezza e serieta' certi argomenti.
    Per quanto riguarda l'accettare la differenza di un figlio, vorrei invertire la questione, ovvero tutti quei figli che non per paura ma per amore dei genitori non dicono nulla.
    Un mio amico con genitori molto anziani sta vivendo *male* la sua vita perchè oltre a me e ad altre due persone non ha mai parlato a nessuno della sua omosessualita'. Ha un moroso da quattro anni ma non se lo sognerebbe mai di parlarne con nessuno, perchè il paese, la gente mormora e i suoi genitori sarebbero indicati come i genitori del *froceto*. E lui non vuole far passare questa *onta* a loro....

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    1. Hai ragione. E fatico a capire dove possa stare il punto di equilibrio.

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  13. Bellissima la citazione, me la segno. Decisamente in controtendenza rispetto ad un certo tipo di Chiesa cui, onestamente, pur cattolica, non mi sento di appartenere .

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    1. A questa chiesa, anche se sono cattolico, non appartengo neppure io.

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    2. Meno male, mi sento meno sola. Io credo che abbia ragione il mio amico gay quando dice: Dio mi ha creato così e credo che mi ami così come sono.

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  14. Bel post. Quando dici "ora direi che non lo so" pero' mi ricordi una delle cose che meno rimpiango dell'italia :-(
    Sara' che da quasi nove anni vivo in grandi capitali straniere, ma qui l'orientamento sessuale delle persone non e' un segreto, anche se la conoscenza e' superficiale. Del resto siamo adulti e vaccinati, mica adolescenti confusi alle prime ormai. Solo in Italia all'epoca del mio primo stage ho avuto colleghi quarantenni di cui tutti chiacchieravano, ma nessuno sapeva con certezza. Come se ci fosse qualcosa di cui vergognarsi. Tristezza.

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    1. Speriamo cambi anche in Italia. In ogni caso a me, della sessualità degli altri interessa relativamente poco.

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  15. I troppi "da che mondo è mondo" sono pesanti mattoni con cui costruire l'immobilismo mentale.
    "e forse, con sorpresa, ci ritroveremo in tempi molto vicini ai nostri." Maggi quel "forse" non l'ha piazziato lì tanto per...

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  16. Bella e molto vera questa citazione. Dovremmo essere tutti meno superficiali e abbandonare una volta per tutte tante frasi fatte che nascondono una realtà molto più complessa

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    1. Le frasi fatte sono un rifugio per le nostre insicurezze. Aug! Ho detto ;)

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  17. bella riflessione, la condivido
    ma perché non ti seguivo? bha

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  18. Ci leggo dell'ottimismo nel tuo post alla fine.
    Però quando dici "E nessuno, dico nessuno, nemmeno di quelli a favore, che si sforzi di elevare lo sguardo, di invogliarci a ragionare, a capire il senso profondo delle cose." mi viene da farti una domanda: sei proprio sicuro che proprio in tempo di campagna elettore "convenga"!?
    Perché gira tutto lì, sai!? Che convenienza ha un politico a far capire!? Che convenienza ha a battersi per una "minoranza"!? Che convenienza ha a difendere dei principi, se poi non portano voti!?
    Sono parecchio amareggiata da questa campagna elettorale che rispecchia il nostro paese nei confronti di tutto quello che non è "uomo-razza-bianca-caucasica" (ti ricordi Aldo, Giovanni e Giacomo!?): perché possimo menarcela, ma alla fine loro rappresentano "noi tutti".
    Ho "moralmente" bisogno che tu mi contraddica :D!
    Un abbraccio
    p.s. Bellissimo post!

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