mercoledì 6 novembre 2013

Esci da questo corpo


Voi credete nel demonio? No, non in tutte quelle manifestazioni della crudeltà del genere umano che molti imputano al diavolo. Dicevo proprio al Demonio con la D maiuscola; Belzebù, Lucifero, Pape Satan, Scalfutro.
Io di mio ne farei anche a meno ma ci sono storie che fanno vacillare le mie certezze.
Tantissimi anni fa, nell'estate fra la prima e la seconda media, in parrocchia organizzarono il primo Camposcuola della storia del mio paese. C'erano una suora ed una educatrice e, a memoria, una ventina di ragazzini in tutto.
Ad onor del vero, il ricordo più terrificante di quella esperienza non è legato al diavolo ma al bagno. Il mio intestino, come il Real Madrid anni '80, ero infallibile in casa, ma a disagio fuori casa. Più che il mio intestino, io proprio. Non mi piaceva farla in bagni dove venivano a bussare ogni 12 secondi.
Così, verso il giovedì (si era partiti il sabato), devastato dai dolori, mi sono deciso ad affrontare la minaccia turca. Feci (è proprio il caso di usare il passato remoto) quello che dovevo fare, tirai l'acqua e me ne fuggii. Senonché, dopo circa dieci minuti, tutto il gruppo delle ragazze, erano in corridoio a sbellicarsi dalle risate. Nella fretta non avevo controllato che lo sciacquone avesse fatto il suo dovere ed uno stronzo (inteso anche come giudizio morale) di venti centimetri si era puntellato sul fondo della turca e faceva cucù al mondo dalla sua finestra di ceramica. Umiliato come solo un adolescente può sentirsi quando viene deriso come solo delle adolescenti sanno deridere, mi servirono svariati minuti e imprecisati litri d'acqua per ridurlo alla ragione. Una parte del mio ego è rimasta dentro quella porticina di legno scrostata. Credo di non averne mai parlato fino ad oggi.
E di per sé non ne volevo parlare neppure ora, io volevo parlare di diavolo ed esorcismi.
Perché il secondo racconto più terrificante di quel soggiorno fu quello che ci fece una fredda sera di pioggia, davanti al camino acceso, un sacerdote che era venuto a trovarci (ok, pioggia e camino sono una licenza poetica).
Ci raccontò della sua esperienza come esorcista. In una casa continuavano a succedere cose strane: gli oggetti venivano trovati “marchiati” da uno strappo a forma di fulmine. Preciso identico, sia che si trattasse di scarpe che di giochi dei bimbi, cartoni del latte, ecc.
Quel prete era un figo e non avevo motivo di non credergli. Anche perché il suo racconto fu molto meno crudo di quello che più o meno tutti avevamo visto (censuratissimo, all'epoca) nel film di Friedkin: avevano pregatopregatopregatopregatopregatopregato (inspirare) pregato. 
E tutto si era risolto.

E la vita torna felice e tranquilla, nel suo tran tran.
Senonché, proprio come lo stronzo di cui sopra, questo racconto mi torna spesso in mente, soprattutto quando da casa nostra scompaiono inspiegabilmente degli oggetti che non vengono mai più ritrovati... 
(si ode in lontananza, sfumando, una sinistra risata)
                                                                                                                          to be continued...

10 commenti:

  1. A forma di fulmine dici?
    Tranquillo Gae: è solo Voldemort, mica il diavolo.
    Cacchio i basilari, non mi puoi scivolare sui basilari come un babbano qualunque ;)...!!
    Quasi quasi meglio il diavolo ;).
    ACCIO POTTER. E' l'unica.

    Susibita

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Uhm, Voldemort, teoria interessante

      Elimina
  2. Io, ormai, quando leggo "esci da questo corpo", ho in mente solo il travaglio di Julez e il barbarico YAWP del suo "esci, cazzo!".
    Mitico. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Queste sono gioie che il cesareo ci ha rubato. ;)

      Elimina
  3. Gae...ti capisco perfettamente...ricordo benissimo, oltre agli svariati campo scuola di cui essendo stata spesso educatrice dovevo adempiere bene a tutti i compiti, una vacanza al mare con amici, una delle prime da sola...ecco partiti il sabato, la notte del giovedì (gli organismi anche a distanze spazio temporali non sospettabili sanno essere sincronicamente sovrapponibili!) la passai a cantare michele Zarrillo...con una piccola variazione da "5 giorni che ti ho perso a 5 giorni che non cag.."perché conoscendo vagamente i suoi motivi, ero certa che avrebbero funzionato come stimolanti!!! ah per gli oggetti smarriti io preferisco i detti di nonna..."la casa nasconde ma non ruba" vedrai tra una ventina d'anni ritroverai tutto...magari anche senza il segno di Zorro ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quel che man non prende, canton di casa rende. ;)

      Elimina
  4. Mi sa che i nostri intestini sono imparentati, in qualche modo :)

    P.S. al liceo ero nella fila dei maschi, quindi ho sempre sentito parlare delle loro mirabolanti produzioni. Ho tuttora un caro amico che me ne manda le foto su whatsapp. Nulla può turbarmi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anni fa in un campeggio anche io avevo documentato con foto. Ma Silver inorridita me l'ha fatta cancellare. ;)

      Elimina
  5. Be el_gae... se trovi il modo di ritrovare le cose che sei certo di aver perso in casa... passa anche da noi... esempio acquisto maglietta, lavatrice... stendino... puf... non trovo più la maglietta... da nessuna parte... chissà dove l'ho imbucata...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come leggerai nel post successivo, molte cose non si sono più trovate.

      Elimina

Scrivi quello che vuoi, in questo blog non si censura un ca##@