lunedì 17 giugno 2013

de Rerum Stercorum


(l'autore, partendo da un'opinabile overture, si propone di approfondire importanti tematiche sociali)

Ho cercato con poca convinzione una traduzione latina alla frase “Cagarsi addosso”. Ma come recentemente ricordato il latino non è il mio forte e sono passati anche quasi vent'anni dall'ultima volta che ho aperto l' IL che ora prende polvere nel sottoscala. Per cui ho ripiegato in un più altisonante De rerum stercorum che però non rende l'idea.
Perchè l'idea è proprio “Cagarsi addosso”.
Quale metafora, quale immagine recondita, quale significato occulto può nascondere un simile aforisma?
Nessuno.
Parlo proprio di riempire le braghe di merda.
Vi è mai capitato? Dopo i 10 anni, intendo... Dai non siate timidi.
Va bene, inizio io... mi è capitato qualche anno fa dopo un allenamento di calcio con successiva birra e bruschetta. Vi risparmio i particolari

Ora, credo che non ci sia esperienza migliore per darci la reale proporzione tra i reali problemi del mondo ed il nostro bisogno di farci le seghe mentali.
No, certo, ci sono anche cose più invasive: una malattia, la disabilità di un figlio, la morte di una persona cara. Ma avendo la fortuna di non dover fare i conti con tutto questo, partite dal mio suggerimento: Cagatevi addosso!

Ad esempio, lo consiglio a chi sabato scorso, durante la sfilata del Vicenza Pride, inneggiava a Putin e chiedeva alla Russia di salvarci dalla frociazione dell'umanità (le ultime tre parole le ho aggiunte io).
Ed anche a quelli, più pacati e rispettosi, che si sono presentati con il manifestino “Assiciazione per la difesa dei diritti della famiglia” trazionale. Con il “tradizionale” aggiunto sotto a pennarello.
No, dico, a pennarello.
Ma investite in un buon corso di comunicazione, ma chi volete che ve lo legga, in mezzo a tutto quel bailamme di colori sgargianti e paillettes (notare i francesismi gay-friendly), il vostro striscioncello in bianco e nero e per di più con un pezzo aggiunto a mano.
Per nulla chic!

In generale comunque invito tutti quelli che fanno il tifo contro: quelli che organizzano le fiaccolate contro gli zingari, quelli che fanno i picchetti contro le moschee, quelli che pensano sempre di avere la verità in tasca, magari consegnatagli personalmente da un dio o comunque da uno bene in vista.
Che poi è sempre una verità contro chi è più debole, chi è emarginato, chi è fuori. Provate una volta nella vita a scendere di corsa dall'auto e non riuscire ad arrivare in casa perchè il vostro intestino vi tradisce lì, in cortile, al buio.
Vedrete come in quel momento l'unica cosa che conta è avere di che pulirsi il culo. Alle volte è sufficiente un giornale. Magari che parla di contromanifestazioni.

18 commenti:

  1. peccato non averli visti, gli avrei fatto un caloroso saluto. in compenso ho salutato il pirla della Polizia Locale che ci riprendeva con il telefonino.

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    1. Apprendo oggi che non erano così integrati con la manifestazione. Sono fascisti, non stupidi ;)

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  2. avevo pensato di citare Stuart Mill e il suo saggio On Liberty, ma poi invece no.
    perché c'hai ragione, Gae, e le tue parole sono sufficienti.

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  3. Non avresti potuto essere più efficace.
    La merda serve sempre. E a volte insegna ad essere un pò più umili e meno "divini".
    Bellissimo post.

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    1. Merda forever, grazie dei complimenti.

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  4. Ecco, meglio di così non avresti potuto far capire il concetto!!! Bravissimo, Gae!

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    1. "evacuare se stercus" potrebbe avvicinarsi all'idea.

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    2. Si può essere! Ero arrivato anche io ad una soluzione del genere ma non ne ero sicuro. Grazie mille ;)

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  5. fantastico post El Gae il mio ufficio è pieno di gente cagosa sempre contro il diverso.
    Una lotta quotidiana. baci sandra frollini

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    1. Grazie Sandra... fa girare il link ai tuo colleghi cagosi ;)

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  6. Se può esserti utile io so dire "va a cagare" in latino (cosa utilissima devo dire...)
    Non posso che appoggiare il tuo post. In toto. E poi io penso che se sta gente si perde nel manifestare contro il gay pride vuol dire che non ha un tubo da fare nella vita. Ma finiamola! Vivi e lascia vivere diceva qualcuno e la famiglia non è affatto quella tradizionale, a volte la si trova nei posti e nelle persone più impensabili. L'amore è ciò che conta, in qualunque forma

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    1. Si ma poi, che fastidio possono darci le famiglie non tradizionali (sempre che sia un concetto che ha ancora un senso, cosa che dubito)?

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  7. Un mio amico auspicava una catapulta di letame nel bagagliaio della macchina, pronta all'uso contro i cazzoni di vario genere che popolano il ns pianeta.
    Pensa un po'... EJECT e PLOF, una bella colata di cacca!
    Eh!

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    1. La catapulta nel bagagliao è geniale. Ma io preferirei che ciascuno di questi "contro" provasse l'intima esperienza di farsela sotto... un bagno di umiltà, oltre che di merda. E non potrebbero nemmeno prendersela con chi gliel'ha tirata, perchè è tutta "farina" del loro sacco. ;)

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  8. si ma forse bo! il gay pride a me sembra una gran boiata. mi spiace ma non ci vedo nessuna emancipazione gay. mi spiace.
    Ely

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    1. Questa è un'opinione e in quanto tale va rispettata. Come va rispettata quella di chi crede solo nella famiglia tradizionale. Il punto è: che senso ha manifestare contro? Che strutturino iniziative dove, in modo intelligente, portano la loro idea. Sempre che la loro idea possa essere portata in modo intelligente. Però, fatta così, il dubbio ti viene... o ho?
      Su una cosa ce l'ho anche io con il Pride: fanno un sacco di serate di dibattiti e di incontri molto ben costruiti. E danno risalto solo alla carnevalata finale. Autogol.

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    2. Se ne parlava col marito in occasione del pride di montpellier. È una valvola di sfogo, proprio nel senso originario del carnevale:giornata in cui anche chi normalmente non può permettersi di manifestare se stesso, si concede il lusso di lasciarsi andare e di sbatterti in faccia la sua omosessualità. L ostentazione è liberatoria.
      Si suppone che una volta raggiunta la pienatolleranza il lato carnevalesco perderà di signicato e urgenza. Finché ci sarà intolleranza avrà ragione di esistere

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