mercoledì 13 febbraio 2013

Teo Con

No, non sono diventato improvvisamente cattolico e conservatore.

Non lo sono. Coservatore, dico. Cattolico penso di si. Ma lascio decidere gli altri. Finchè non mi bruciano in piazza continuo a dire la mia.
Nell'eventualità, per non dar loro troppa soddisfazione, continua la mia operazione dimagrimento. Così, per un falò meno importante.
Infatti Teo Con (anziCon Teo) ho fatto una passeggiata ieri sulla collina qui fuori perchè di andare a correre, con le strade che c'erano, proprio non se ne poteva parlare.
Chi è Teo? È lui:

il cane dei miei cognati. Un bastardino piuttosto insulso, a dire il vero, ma che, senza il permesso di nessuno, mi ha seguito sulla neve e non mi ha mollato per tutto il tempo.
Un'ora di pausa piuttosto ben spesa, devo dire, in un giorno di ferie passato a guardare e spalare la neve dal vialetto.

E avevo in mente un post eccezionale da scrivere in serata ed invece ce la siamo spassata in famiglia a guardare i piccoli vestiti da The Avengers che correvano in giro dappertutto, a mangiare pizza fatta in casa e  salame cotto tagliato per lungo perchè, diceva mio nonno, l'ultimo di Carnevale non si deve badare a spese e lo si può tagliare anche così. E come s'incazzava se non lo si mangiava.
Così, forse, il post eccezionale ve lo scrivo nei prossimi giorni e magari non sarà nemmeno così eccezionale e, non ultimo, non è nemmeno detto che domani mi ricordi su cosa volevo scrivere, per questa mania di perdere gli appunti in giro.
Oggi condivido solo le foto della passeggiata Teo Con. Per il salame mi spiace: è finito. E quello si era eccezionale.

p.s. oggi è il No Captcha Day, che non è uno stato del Risiko ma una grandissima camurria. Per cui, seguendo l'iniziativa dell'Alligatore proclamo:  Amici blogger, toglietela!


lunedì 11 febbraio 2013

Urc Dimissit

Il Papa si è dimesso. Ah, non vi importa?
Comunque è sempre meglio che sentire i Tg che parlano solo di nevicate incredibili ai primi di febbraio? O no?
Se ancora non vi basta potete trovare qualche mia vaccata su DM
(Per l'articolo precedente cliccate il bollino verde qui accanto)

Ciao ciao

giovedì 7 febbraio 2013

Dal primo libro del profeta Gaeel

In quel tempo dio parlò a Gaeel e disse: "Gaeel, ascolta!"
"Ascoltarti ti ascolto, ma come mai hai la "d" minuscola, dio?" 
"Perchè per un profeta da quattro soldi come te, che non prega mai e va in chiesa quando si ricorda, non vorrai mica che si muova quello con la "D" grande, no?"
"Hai ragione pure tu, ma comunque perchè mi cercavi?" continuo Gaeel, un pelino ridimensionato nella sua autostima... 
"Ti dono un comandamento nuovo" disse dio "devi portare al mondo il mio decalogo del Rispetto". 

  1. Rispetta te stesso/a. Sei la  più importante ricchezza che hai, rispetta il tuo corpo, il tuo pensiero, fa fruttare i tuoi talenti. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità (questa non è mia, ma è una figata)
  2. Rispetta le donne. Non si può più accettare che vengano sottomesse, squalificate e troppo spesso (perchè anche una sola volta è troppo) maltrattate e uccise solo perchè fisicamente più deboli. Che poi è l'unica cosa che fa loro difetto rispetto agli uomini.
  3. Rispetta gli uomini. Non sono tutti mostri e possono imparare. E sul loro cambiamento che dobbiamo scommettere.
  4. Rispetta le idee. Anche quelle diverse, soprattutto se diverse: non sono automaticamente sbagliate, portano ricchezza ed in ogni caso, se pronunciate anch'esse con rispetto, male non faranno di sicuro
  5. Rispetta la cultura. Troppo spesso è relegata ad attività per gente snob ed altezzosa. Nessuno si vergogni di sapere.
  6. Rispetta l'ambiente. Ciò che non ha proprietari non è di nessuno, rispetta un campo fiorito come faresti con casa tua. A meno che tu non abbia l'usanza di pisciare sul tappeto del salotto.
  7. Rispetta le cose. Rispettarle significa rispettare chi le ha fatto, i loro sforzi, la loro fatica. Se sono state fatte nel rispetto non saranno cose che possono fare male.
  8. Rispetta il tuo lavoro. Ogni impiego ha le sue fatiche. Se ne hai uno, pensa a chi non ce l'ha.
  9. Rispetta le tradizioni. Non significa che devi rispettarle, ma sono parte di noi, non irriderle
  10. Rispetta i bambini. Quelli voluti, quelli non voluti. La gioia per quelli nati ed il dolore per quelli non nati. Nonostante tutto sono ancora l'unico modo per far andare avanti il mondo. Questo decalogo è per loro.
“Scusa, …. dio...” disse allora Gaeel, “Ma non avevi già detto una volta «Ama il prossimo tuo»? Non era sufficiente?"
"Di per sé lo sarebbe anche stato... ma questa settimana tutti parlano d'amore pensando ad un cioccolatino... proviamo con Rispetto. Però fa il bravo, comincia con insegnarlo ai tuoi bambini"
"Ci provo, dio, ci provo".
 

questo post  partecipa al  blogstorming di genitori crescono


martedì 5 febbraio 2013

Promise Land

Non siamo la Terra promessa ma, a volersi accontentare, siamo almeno la Terra delle promesse. 
Oggi sarebbe facile fare ironia su Berlusconi e le sue strampalate promesse elettorali, no? Infatti magari poi mi scapperà di farne e mi piacerà pure. 
Ma prima mi piacerebbe capire come mai siamo un popolo così incline a credere a queste stronzate che ogni tre per due ci vengono propinate dall'imbonitore di turno. Perchè, qualsiasi cosa si pensi, è inevitabile che qualche centinaio di persone (voglia il cielo non di più) finirà per crederci e accordargli il voto.
E non vale solo per la politica purtroppo: anni fa mi capitò di trovarmi invischiato in una truffa che per fortuna per me non ebbe conseguenze. Altre persone, però, ci persero un sacco di soldi semplicemente perchè si erano lasciate impressionare, avevano creduto al ciarlatano e, in seguito, anche alle sue minacce di ritorsione.
Eppure lo sanno tutti che non bisogna credere a quelli che ti fermano per strada e ti propongono di comprare le enciclopedie. Si sa che sono truffatori.
Con questo non voglio insinuare che Berlusconi sia un truffatore e, onestamente, non so come possa essermi saltata in mente questa associazione.
Lasciamo perdere.
Però faccio un esercizio e, se vi va, fatelo anche voi: se davvero vi potessero restituire qualcosa, quale sarebbe la promessa giusta?
Vado con le mie cinque possibilità:
  • le palline da tennis nuove che mi ha rubato (anche se ha sempre negato) il mio compagno di scuola delle medie, ora avvocato
  • L'accendino Zippo di mio nonno che mi hanno fottuto alle superiori (ero effettivamente un po' distratto)
  • "Mezzanotte e 5 a Bophal" che ho prestato a chissachi ed era un regalo che ci tenevo. 
  • Il filmato di quel concerto in quel meraviglioso concerto che non mi capiterà mai più di suonarci
  • La forma fisica che non mi ricordo dove l'ho messa
E ora, via, sbizzarritevi, poi le incartiamo e le mandiamo a tutti e sei i candidati. Hai visto mai? 

perdonate lo stile oltremodo cazzaro (e più del solito)... ma questo mese devo riservare la serietà per quel bollino la su, in cima a destra



giovedì 31 gennaio 2013

Libera una ricetta: Crostata mandorlata


Oggi aderisco a questa bella iniziativa di alcune Blogger che si chiama “Libera una ricetta”.
Aderisco perchè mangiare è stupendo e prepararne lo è ancora di più. Nella preparazione del cibo c'è tutto quello che serve per far funzionare il mondo: la cura, il pensiero per gli altri, l'economia.
Poi siamo italiani e penso sempre ad una cosa che una volta mi ha detto un ragazzo tedesco: “In Italia è bellissimo perchè non c'è festa, incontro, rimpatriata tra amici in cui non ci sia qualcosa da mangiare”.
Oggi è una festa, un incontro tra amici (per quanto, per quello che mi riguarda, solo sul web) e mi sembrava bello ospitare qualcuno che in cucina mi facesse fare bella figura.
Vi state chiedendo chi? Anna Moroni? Benedetta Parodi? Una Food Blogger?
Ma molto meglio: Signore e Signori, per la primissima volta sul web (trrrrrrrr (rullo di tamburi))
Siiiiiilveeerrr!

Ciao a tutti!!! 
Devo dire che è un bel impegno per me scrivere nel blog dello Stratobabbo...ho cercato di tirarmi indietro con varie scuse (non ho tempo, non sono capace!!) ma il marito mi ha preso per sfinimento...”dai fammi un regalo...”, ecco, cosi mi fa sentire in colpa!!!
Non sono un gran che in cucina, vado molto di sussistenza, soprattutto da quando son nati i pargoletti!
Ero molto brava però a fare questa “crostata mandorlata” (che piace tanto anche a Gae) sulla quale purtroppo non mi sono più cimentata dal 2009 perchè è un pochino più complessa della classica torta margherita, che qualche volta riesco ancora a preparare con i bimbi che rompono-sbattono uova e spargono farina e zucchero dappertutto!
Questa è una crostata con un ripieno fantastico di mandorle, cioccolato fondente e marmellata di arance e pere . Per la pasta frolla servono:
  • 250 gr di farina,
  • 60 gr di zucchero,
  • la scorza grattuggiata di mezza arancia e mezzo limone,
  • 120 gr di burro,
  • un uovo intero e un tuorlo.
Dopo aver impastato gli ingredienti si può avvolgere l'impasto nella pellicola e lasciare riposare in frigo per mezz'ora. 
Nel frattempo si prepara la farcitura mescolando 130 gr di mandorle tostate e tritate grossolanamente, 150 gr di marmellata di arance e 150 gr di marmellata di pere (in mancanza di quella di pere va benissimo usare anche solo quella di arance) e 50 gr di cioccolato fondente grattuggiato (nella ricetta originale c'era segnato quello al 75% ma direi che si può essere anche meno puristi!!).
Stendere la farcitura sopra la pasta frolla precedentemente stesa sulla tortiera e poi fare delle belle striscioline di pasta incrociate (e qui mi raccomando facciamole bene e a distanza regolare l'una dall'altra...!).
Cuocere in forno a 180° per 35 minuti circa. Come tocco finale una spolveratina di zucchero a velo e ...buon appetito!!
Vi assicuro che è proprio buonissima, un po' lunga come preparazione ma di sicuro successo...
Un caro saluto a tutti!!

Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web“ 

Grazie Silver, direi che è proprio ora di rimettere in pista questa crostata... vi faremo sapere se la "mano" è rimasta quella di un tempo

martedì 29 gennaio 2013

Point Break


Vi ricordate cos'è il Pointbreak?
Non vi chiedo neppure se avete visto il film perchè lo do per scontato... è un cult tamarro anni '80 che non può mancarvi. 
A dire il vero è del '91 ma è ancora abbastanza eighties.  
Ora spiegare cos'è il pointbreak in gergo surfistico è piuttosto complicato. Anche perchè io non sono un praticante, almeno se escludiamo la pratica del bodysurfing che, apprendo da Zia Wiki, è comunque annoverata tra le discipline del surfing. Se qualcuno volesse farci emergere dalle onde della nostra ignoranza, siamo qui ad ascoltare.
Va beh, ma non volevo parlare di questo.
Dicevo il Punto di rottura.
Abbiamo tutti il nostro punto di rottura.
Quando corri c'è un momento in cui la fatica sembra non più sopportabile, che il tuo cervello manda in continuo segnali di allarme: ordina al cuore di battere più forte, ai muscoli di irrigidirsi. È lì che deve intervenire la tua volontà, che deve ordinare all'altra parte del cervello di non sentire i messaggi del corpo e di continuare comunque. Se ce la fa, si “rompe” e si continua quasi per inerzia per chilometri, fino a casa.
Altre volte è più difficile.
Prendiamo ad esempio la sveglia notturna della Triplice Alleanza e l'idea/progetto di abituarli a rimanere nel loro letto.
Analiziamo una notte tipo:
I piccoli si addormentano verso le 20,30 – 21
Noi, quando va bene, andiamo a letto verso le 23,00 – 23,30
A mezzanotte inizia il walzer: Marichan capita in camera, timidina, sa che dovrebbe stare nel suo letto. Infatti, solitamente, è sufficiente riaccompagnarla o, nei casi più fortunati, rimandarla in camera sua.
Verso l'una e mezza-due, Jack piange: vuole acqua, scappa la pipì, vuole la mamma, giugio (ciuccio pronunciato con la bocca impastata).
Amore del papà (o della mamma), sai che il ciuccio l'ha preso Babbo Natale, facciamo pipì e poi dormi nel tuo lettino che è tanto comodo. Papà e Mamma sono di là, in camera loro, se hai bisogno chiama, stai tranquillo, dormi (cazzo)”
Pare dormire e potrebbe anche farlo. È probabile però che la scena si ripeta più o meno pari pari una mezz'oretta dopo.
Alle tre si sveglia Pee: abbraccio, coccola light e rimessa a letto. Questo è un evento raro, però. Pee di solito dorme e, se proprio si sveglia, non ti chiama dalla camera, si muove al buio come i gatti e si infila sotto il nostro piumone, il più delle volte senza che ci accorgiamo.
Comunque se ci accorgiamo lo riportiamo nel suo “cuccio” e di solito ci rimane.
Il problema sopraggiunge quando si son fatte quelle quattro, quattro e mezza. Quello è il Pointbreak.
Se uno qualsiasi si sveglia dopo le quattro il tuo cervello fa una rapida scansione del disco fisso (che è acceso in modalità provvisoria): "mancano meno di due ore alla sveglia, se mi alzo ora perdo il sonno, in fondo è soltanto uno, ma si, dai, solo per stanotte, vieni e sta buono che non lo scoprano i tuoi fratelli".
Alle quattro e mezza si cede, non ce n'è.
Non c'è nessun fondamentalista pedagogico che riuscirebbe a definirsi ancora tale dopo le quattro e mezza.
Se valesse anche per le altre forme di fondamentalismo forse risolveremo alcuni problemi dell'umanità.
Basterebbe mettere una legge che costringa i potenti del mondo a fare scelte importanti solo dopo le quattro e mezza quando la sveglia suona alle sei e un quarto.

venerdì 25 gennaio 2013

'e sposète moderne


Quando ero ragazzino mia madre soleva ripetere fino allo sfinimento a mio fratello e a me che dovevamo imparare a gestire la casa perchè non potevamo aspettarci, una volta sposati, che a farlo fosse nostra moglie. Soprattutto se ci fosse capitata “na sposèta moderna”.
Analizziamo sociologicamente questa affermazione ed il suo contesto (ok, me la sono tirata a sufficienza? Non sono neppure sicuro che sia giusto dire sociologicamente). 
 
Moderno intanto ha un'accezione negativa, in questo caso. Ma spesso, in veneto (inteso come dialetto) tutto quello che è moderno è nuovo, sconosciuto e fa paura. Basta questo per spiegare fenomeni come la Lega (scusate l'escursione socio-politica)?
Poi mia mamma queste cose me le diceva a 12 anni... dava già per scontato che non poteva esserci un futuro diverso dal matrimonio. Lungimirante, in ogni caso, non trovate?
Devo dire che un po' l'abbiamo messa in crisi: non è che ci siamo sistemati proprio da giovani, mio fratello ed io (soprattutto io).
Poi capite da dove partiamo se pensiamo al ruolo della donna in famiglia: dovrebbe fare in casa tutto. Se invece è moderna segue il lavoro e tu ti devi arrangiare. 
Dicotomico.

Devo dire che mia madre non ha aveva tutti i torti e, anche se il messaggio poteva essere migliorato, il risultato è stato egregio per lo meno dal punto di vista culturale.
Infatti mi sono sposato con una sposeta moderna. Che però è abbastanza lontana dal canone che temeva mia madre. Silver è bravissima ed apprezzata nel suo lavoro e guadagna anche più di me ma lo stesso governa la casa, prepara il cibo, lo congela per la settimana, lava i bimbi, li imbocca, li addormenta...
Voglio dire mia madre ha fatto bene ad educarci così ma ha dato per scontato che i ruoli semplicemente si invertissero. Invece si sono integrati, completati, mescolati. E a me, la sposeta moderna piace. Eccome!

Tutto questo per dire cosa? Ad esempio che Donna Moderna, attraverso Laura, mi ha chiesto di fare parte del suo blogger-team di Febbraio.
Posso io rifiutare l'invito di una Donna?
E cosa dirà mamma rispetto a questa Modernità?
E potrò ancora parlare male di Berlusconi anche se scrivo per la Mondadori? 
Io nel dubbio lo faccio!
Vi saprò dire.

Spero di non trascurare Stratobabbo, dopotutto credo che non potrò in quel contesto sparare tutte le cazzate che sparo qui ed io, per quanto mi sforzi, a tenermele dentro non ci riesco proprio. Per cui non esultate, non riuscirete a liberarvi facilmente di me.