lunedì 7 marzo 2016

Just a castaway, a Island lost at sea

Sabato ho compiuto 42 anni. Fa effetto, vero?
I ragazzi di 25 anni mi danno del lei. Se non avete ancora provato, non potete capire. 
Per il resto sono passati abbastanza invano. Molte delle cose che dovevo imparare non le ho imparate. Altre nemmeno mi ci sono messo.
Non imparato a frenare la lingua, nonostante il mio cervello cerchi di avvertirmi, come il formicolio di spiderman.
Non ho imparato ad ascoltare: ogni volta che qualcuno mi racconta, ho sempre da rilanciare con qualche cosa che è successo anche a me. Una volta un'amico mi ha detto di non sopportare più suo padre per questo motivo. Il cielo non voglia che un giorno uno dei miei figli lo dica di me.
Nonostante questo non ho imparato a stare male, a reggere la tensione, cedendo sempre e facendo passare per bontà quello che in realtà è debolezza, facendo pesare sugli altri una cattiveria che non era loro.
Non ho imparato a non giudicare, perché ogni volta che mi vanto di non farlo, in realtà sto giudicando chi lo fa e, sotto sotto, anche l'azione che gli altri giudicano (solo che non ho nemmeno le palle di ammetterlo)
Non ho imparato a stare solo, che non è l'indipendenza o l'autonomia, ma è il vuoto, e la solitudine nella fatica. E quindi che cazzo parlo, che sto nella bambagia?
Non ho imparato a non avere paura, la rimuovo e basta. Venerdì si era a pregare per il papà di un amico ed io mi trovavo ad aver paura, ancora.
"Il tempo stringe la borsa". Ed io il giorno dopo compivo 42 anni e Paolo e Nik non li compiranno mai e trovavo tutto così pesante e faticoso ed ingiusto.
Ed io quasi non crederei più neppure in Dio, se non fosse che servono le palle anche per non credere ed io un po' ci spero anche nel Paradiso, che come idea non mi dispiace neppure e comunque, oramai, è come un vecchio amico con cui ci si scrive solo su facebook o su whatsapp: ci vogliamo un gran bene anche se ogni tanto non ci capiamo.
Ma lui lo ha capito da tempo che sono un po' casso, e tanto lo sa che torno sempre per primo io a chiedere scusa.
Poi, piano piano, passa anche a lui, come capita a Silver e ai pochi veri amici che ho.

11 commenti:

  1. A me non paiono proprio passati invano.
    Anzi per nulla.
    Buon compleanno in ritardo, tanti auguri!

    Susibita

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    1. Grazie. Ho scritto in ritardo, gli auguri sono puntuali ;)

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  2. Io li compio a luglio...e gli amici di mio figlio mi chiaman "signora" casso....no dai, che non son passati in vano....auguri caro....

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  3. La vita non passa mai invano, Gae.
    Hai una famiglia, e da quello che scrivi trasmetti genuinità, voglia di vivere, solidità e presenza.
    Avercene.
    E fidati di un non credente: neppure dio ha così tante palle per mettersi a vivere vite come la tua.

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    1. Beh, dai, a come ce l'hanno raccontata non ha avuto vita facile quando è passato da queste parti :)
      Grazie degli auguri vecchio mio.

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  4. Ehi, Gae! Tu almeno le palle di fare un bilancio, e di non farti sconti le hai. Io rifuggo dai bilanci, al contrario. Che questa vita bisogna viverla, e non sempre hai tempo di alzare la testa per controllare se stai nuotando verso riva o se ti sei distratto e sei finito tre spiagge più in la. E poi ti tocca fartela a piedi. Solo il fatto che hai il coraggio di correre... Quella è solitudine, non dire di no, che la fatica, anche quando sei in gruppo la fai da solo, le motivazioni per arrivare in fondo devi trovarle dentro di te, gli incitamenti degli altri sono inutili, senza la tua volontà. Quindi... Buona corsa e tanti auguri
    Chiara

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    1. Eppure lo sforzo e la fatica hanno senso se poi hai qualcuno che ti coccola, se c'è qualcuno che ti aspetta e, soprattutto, se hai qualcuno a cui poterla raccontare. In fondo so di non essere solo

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    2. Vedi? ;-) ben così, dai!

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  5. Io non sarei così severa... dai. Auguri bello.

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    1. Non sono severo. Solo che odio i bilanci edulcorati. ;)

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