lunedì 17 febbraio 2014

Le Pronarie


Io non ho idea di cosa stia capitando all'universo ma ultimamente da queste parti è tutto un cercare candidati.
Candidati per coordinare un gruppo, candidati per presiedere un'organizzazione, candidati per fare parte di un consiglio, candidati per diventare sindaco del paese.
Inutile dire che mi è stato chiesto di candidarmi per tutte queste cose e pure per altre.
Piano però, non è che sia una cosa che parte dalla profonda stima, da un valore riconosciuto unanimemente dal gruppo, da un'illuminazione dall'alto.
Ho la certezza che in tutte le citate situazioni la battuta: “Candidati tu” venga proposta praticamente a tutti: il vecchio saggio, la nuova leva, l'appassionato storico, il salumiere gentile...
E credo anche che la risposta sia sempre quella: mah, sai, com'è non so se.. aspetta, mi si attacca lo stufato, ciao.

In sostanza: candidarsi non è più un verbo attivo. Ormai le persone vengono candidate.
Forse il disamore per la politica (anche se non solo di politica si parla), forse il tentativo di smarcarsi da persone arriviste ed ambiziose, troppo piene di sé e troppo vuote di se (questa devo averla letta da qualche parte, lo dico per evitare denunce di plagio. Se invece è mia è proprio figa, non trovate?)
Fatto sta che proporsi non si fa.
Beh, eccezion fatta per Renzi, chiaramente, che io son giorni che son qui che penso a che minchia stiano combinando a Roma.
Io credo che sia molto più giusto che la vita associativa e politica si sviluppi in gruppo e le persone che quel gruppo compongono dovrebbero individuare chi ritengono sia il più rappresentativo o la persona più adatta.
Ce n'è più di uno? Allora si possono fare le primarie.

Invece ora vanno di moda le Pronarie.
Si, è una vaccata che ho pensato io: siccome di candidati non ce n'è l'ombra, bisogna trovare uno che si prona e se lo prende in quel posto per tutti.
Le pronarie sono molto più elaborate e creative delle primarie, richiedono ingegno e, a seconda di chi sia la persona individuata, capacità di adattamento e personalizzazione.
Potete chiederglielo un milione di volte se il malcapitato è uno che sapete che alla fine cederà, dovete prepararvi risposte per tutto se lo conoscete come persona ansiosa che vi esporrà i suoi mille dubbi, dovete offrirgli la cena in un ristorante dove si mangia bene se immaginate che prenderlo per la gola sia la mossa giusta.
Oppure lo tieni a parlargli al freddo, in un parcheggio, mentre tu hai già la mano sulla maniglia della macchina e vuoi andare a casa...
Vi faccio un esempio personale:
Quando mi è stato chiesto di dirigere la mia organizzazione, ad esempio, avevo fatto riunioni ininterrotte dalla mattina fino alle otto di sera. Abbiamo mangiato una pizza nel cartone tenendolo sulle ginocchia senza neppure cambiare stanza, e siamo andati avanti a discutere sui perché ed i percome. Verso le 23,30 avevo un leggerissimo senso di vertigine e, alla telefonata di Silver che chiedeva “Sei morto?” ho ceduto come facevano i torturati durante la Santa Inquisizione.
Voi vi fidereste di un capo nominato così?
Questo succede in particolare a sinistra mi pare.
Resta da spiegare l'eccezione alla regola rappresentata da Renzi.
Ma io ho paura di cercare certe risposte.

11 commenti:

  1. Io sono finita a fare la rappresentate di classe..ci han girato intorno delle settimane fino a che non ho ceduto...esempio perfetto di pronarie mi pare...
    su Renzi ho parecchia paura pure io, debbo ammetterlo.

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  2. Splendido come sempre Gae! Perà quella del "troppo piene di sè o troppo vuote di sè" la posso prendere in prestito e inserirla in una canzone?

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    1. Onorato di tanta considerazione, usa ciò che vuoi come vuoi. Però togli l'accento al secondo "se" ;)

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  3. ...una cosa incredibile, dovete ammetterlo, è che in Italia c sarå un premier sotto i 40 anni.....ma tutto il resto rimane uguale.....qualcosa non torna.......tornerá?

    Fabrxx

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    1. Il problema è che essere giovani è un dato anagrafico e non una qualità.

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  4. Ma no ma dai. Adesso Berluschino riforma tutto lui. eh.

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    1. Meno male, dai. Stavo in pensiero.

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  5. Rappresentante dei genitori in consiglio di istituto, candidata dalle insegnanti, e dalle medesime barbaramente e meschinamente convinta. Poi però mi sono appassionata al ruolo...
    Speriamo che accada anche a Renzi, ma ho seri dubbi.

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