lunedì 12 agosto 2013

Santiago de Compostela 2003. Un cammino che dura da 10 anni


12 Agosto 2003, mancano pochi minuti a mezzogiorno.
Le cornamuse ci accolgono in Plaza de Obradorio, il grande sagrato antistante alla basilica di San Giacomo dopo quasi 800 chilometri in sella alle biciclette.
El Camino arrivava quindi alla meta dopo un viaggio faticoso e meraviglioso.
Un viaggio in cui abbiamo mangiato e bevuto, soprattutto male, ma anche bene, conosciuto persone, imbarcato compagni di viaggio e perso di vista altre persone che magari andavano più forte o più piano di noi. Abbiamo imparato barzellette, patito il sole e preso la pioggia, dormito dove e con chi capitava.
Un viaggio dove ci siamo malati e poi guariti, dove abbiamo perso la strada e l'amore e li abbiamo ritrovati, siamo caduti e ci siamo rialzati.
Abbiamo capito che per comprendere non serve sapersi spiegare, è sufficiente qualcuno che abbia voglia di capirti. 
Un cammino in cui abbiamo capito che, per quanto possa essere importante e bella la meta a cui vogliamo arrivare, non si può prescindere dalla bellezza, anche dura, del viaggio che ci porterà ad essa.
Quei nove giorni sul Camino sono stati, in fondo, la metafora di questi ultimi dieci anni.
O forse, sono la metafora di tutta la nostra vita.

















A Silvana, Elisabetta, Elena, Stefano, Damiano, Massimo, Chiara ed Ivo. Ed anche a Max e Fabiano, trovati sulla strada.

14 commenti:

  1. meraviglia, vorrei tanto andarci, l'avevo proposto a mio marito quest'anno, poi mille cambi di idee e programmi. Da una parte meno male, saremmo stati lì pochi giorni dopo la tragedia ferroviaria. Però i girasoli sono gli stessi del Conero. Un abbraccio stratobabbo a tutto il team e ai ricordi belli.

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    1. Se potete, prendetevi un mese e fatevela a piedi

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  2. Buon camminoanniversario.

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  3. Se non ricordo male è lì che tu e Silver vi siete innamorati. Lo stesso è successo a me e mio marito, anche se lo scenario era la Romania e noi viaggiavamo in treno. Mi ritrovo tantissimo nelle tue parole. Scherzando tra amici si diceva quando eravamo più giovani, che questi campi scuola/pellegrinaggi sono più che altro agenzie matrimoniali, viste le tante coppie che si formavano e poi si sposavano. Io credo che sia perché in queste occasioni si tira fuori il meglio di sé e si scopre di che pasta si è fatti veramente. Anche perché non è che si riesca a puntare sull'estetica........noi non ci siamo lavati per tre giorni......

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    1. Tutto giusto. Ma Silver ed io ci conoscevamo già da qualche anno.

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  4. Sai, è il mio sogno fare il camino di santiago. Anche se credo poco e un cazzo, per dirla fine. Ma prima devo trovare la persona giusta con cui farlo. Poi lo so che ne troverò molte per strada, ma vorrei così. Bravi voi. Davvero. Pellons

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    1. Credere non è indispensabile. È molto più un'esperienza spirituale che religiosa.

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  5. Gran bel post, Gae. Il senso del viaggio è in esperienze così.

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  6. Oh che bellezza. Grazie Gae, non avevo mai visto alcuna foto di un cammino.

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  7. È sulla lista delle esperienze che voglio fare nella mia vita! Una mia amica l'ha fatto a piedi più di dieci anni fa e me ne ha parlato come ne scrivi tu :)

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