mercoledì 6 aprile 2016

L'amore è l'apostrofo rosa tra le parole che cazzo

Ah, dite che tra che e cazzo non ci va l'apostrofo?
Me lo diceva sempre la maestra che avevo problemi con l'ortografia, che accenti e virgole non le avrei imparate mai.
Peccato però, che non ci vada.
Riflettevo con alcuni amici su quanto sia giusto cedere al compromesso, in un rapporto di coppia.
Vi dico gà che non c'è una risposta; almeno non una che vale per tutti.
A conti fatti, vi dirò, non sono nemmeno sicuro al 100% che valga anche per Silver. Perché poi quando si passa tanto tempo insieme si cambia, anche.
Gli unici sicuri di non cambiare siamo noi stessi, ma non è mica vero.
Io me ne accorgo leggendo il blog.
Facebook mi ricorda che due anni fa ho condiviso dei post ed io li leggo e mi accorgo che sono cambiato: sono più triste, più polemico, più scuro nei toni. E non è che sia la crisi del blogger, figuratevi.
E allora penso a Silver e mi chiedo cosa veramente stia pensando di me, se anche lei nota la differenza. Probabilmente si. Magari in generale è pure una differenza in meglio, chi può dirlo. Perché io, dentro di me mi sento pure soddisfatto.
Ricordate "Fratello, dove sei?" dei Cohen? "Ho chiesto al diavolo di insegnarmi a suonare bene la chitarra in cambio della mia anima. Tanto non la usavo!"
Allo stesso modo io, magari: ho chiesto al diavolo di farmi stare bene con mia moglie in cambio di non scrivere più un post decente, che tanto non fa molta differenza.

Però non è mica così facile, il diavolo non avrebbe tutti sti meriti da vantare.
Diciamo la verità: l'amore è una faticaccia.
L'amore è compromesso, concentrazione, pazienza, magone.
Ho scritto tempo fa che non è vero che l'Ultratrail non è metafora della vita. In realtà è metafora dell'amore.
Perché ti alzi presto, fai una fatica assurda, per la maggior parte del tempo ti chiedi chi te lo abbia fatto fare, hai dolori intensi che poi passano, altri che non passano, più leggeri, altri intensi e duraturi, a volte fa caldo caldo, a volte fa freddo freddo, spesso sei solo o, se anche c'è qualcuno, non riesci comunque a parlare perché sei stanto o non c'hai voglia. E tutto perché?
Per qualche scorcio di panorama, col sole che sorge, che è più bello perché te lo sei sudato, per qualche risata complice con chi ha fatto la stessa fatica, per una birra fresca al traguardo che però è lontano, e ti pare ancora più lontano man mano che ti avvicini, al punto che ti viene il dubbio che non ci sia.
A volte nemmeno riesci a finire e ti ritiri, consapevole che sarebbe peggio continuare. 
Ecco, la vita di coppia è un ultramaratona in montagna: una fatica assurda per un traguardo che non sai nemmeno se c'è. Eppure, appena passa il male alle gambe, torni lì, ad aspettare un nuovo start.

8 commenti:

  1. Fossi tua moglie, non sarei molto felice di questo tuo post.

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    1. Inizialmente l'ho pensato anche io. Invece le è piaciuto molto. Non si indovina mai. ;)

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    2. Certo che le è piaciuto, anche per lei corre la stessa maratona, eh! Non sei mica l'unico. Tutti la corriamo!

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    3. Infatti, dev'essere per quello

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  2. amen.
    valeriascrive

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