mercoledì 8 marzo 2017

Scusa se ieri mi son dimenticato

Domenica ho compiuto gli anni.
Oramai il conto ha robustamente superato i 40 e diciamo che ho adesso esattamente la metà degli anni che avevano i miei nonni quando sono morti. Non è mica male, come prospettiva, se avessi la certezza che fosse sicuramente così, altri 43 anni.
A parte questo mi risveglio 43enne e mi ritrovo più ansioso, più cinico, più incline alla commozione, più fragile, più stanco, meno idealista.
Nello stesso tempo anche più attento, più sano, più magro.
Insomma adesso non mi vengono i pregi, ma mi pare di essere migliore ora di quando ero un ragazzo. In ogni caso diverso. Diverso al punto che persone che frequentavo venti anni fa non mi riconoscono.
È molto strano: mi capita di incontrare persone che al liceo erano in altre classi ed io mi ricordo che eravamo nella stessa scuola. Loro no. Probabilmente ero davvero mimetico ed insignificante. Più mimetico, forse. Spero.
Mimetismo che a volte mi manca, il potersene fregare, il poter dire "ma si, si arrangino".
Invece la vita ti porta a decidere, sempre. Sembra una frase fatta, ma io ho capito che non se ne scappa. Le scorciatoie, purtroppo, non sono possibili, pena la squalifica. Come in gara.
Proprio come in una gara lunga, a volte mi sento costantemente come negli ultimi km: stanco, sfatto, distrutto. Le gambe non girano, la testa sta impazzendo, ogni metro in più è una sofferenza. Poi passa, appena si arriva alla scadenza e già si riparte a pensare alla gara dopo. di una gara lunga
Da quando sono dimagrito, poi, ho capito che il cibo mi aiutava a contenere l'ansia. Ora ho tutti i valori del sangue a posto, sono pure ridiventato donatore di sangue dopo vent'anni, però l'ansia pizzica un pochino: mi sorprende di notte, che non prendo più sonno, e mi assale sotto forma di cuore che batte un po' accelerato. A voler vederne il lato positivo, è l'occasione di lavorare meglio, di essere più attento, in modo da non mettersi in condizioni di.
Poi penso anche alle ansie più grandi, di chi stava male da morire o di chi rischia di più che una brutta figura. E allora un po' mi sento una merda, un po' mi sento meglio.
Qualche giorno prima di compire gli anni ho pensato ad un esperimento ed ho tolto dai social network la notifica del mio compleanno.
Premetto che io non mi ricordo mai del compleanno di nessuno per cui non è che mi aspettassi che qualcuno si ricordasse. 
Invece alle sette di mattina mi sono arrivati, primi di tutti, quasi in contemporanea,  gli auguri di comare e compare. Che non è che vivono insieme, si sono proprio ricordati tutti e due.
Ed io ho pensato che gli voglio proprio bene, anche se ci vediamo meno spesso di un tempo.
E il pensiero che le persone su cui ho sempre contato ci siano ancora, alla fine della fiera, è stato il regalo più bello che ho ricevuto quest'anno.

2 commenti:

  1. Anch'io mi sento molto meglio di allora.
    E rimangono stupiti, quelli che mi vedono ora rispetto ai tempi.
    Ma in fondo, il Presente è la nostra storia, no?

    Auguri, Gae.
    Spero di poter far incontrare le famiglie, tra una festa e l'altra. ;)

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