sabato 14 maggio 2011

Bicci yeeeeh!

"Maria, andiamo dai nonni in bici?"
"Bicci, yeeeh!"

È iniziato il Giro d'Italia. È morto anche un ragazzo giovane, cazzo. Mi ha ricordato Fabio Casartelli morto nel 1995. Quel giorno stavo preparando biologia. Il giorno dopo mi hanno segato all'esame. La vista di quel ragazzo, poco più grande di me, per terra morto mi aveva gelato.

Detto questo, a me il Giro piace; mi ricorda mio nonno Bepi che, dalla sua carrozzina, mi diceva:"Bocia, taca 'a television". Mi ricorda lo zio Severino con il quale non ci perdevamo una tappa. Mi ricorda quando papà ci portava a vedere i corridori che passavano in zona; e si viveva d'attesa e poi "fsssssssssssssssss"! Passati!
"Ho visto Saronni" "Io Moser". e poi chissà se erano loro davvero.

Così il Giro mi ricorda che in garage ho una bici, un carrellino da appenderci dietro con i gemelli dentro, una bici per mia moglie con seggiolino per Maria e una pancia flaccida che denuncia una certa inattività.
Così siamo partiti. Ogni volta che parto in bici io mi sento in testa Auro Bulbarelli e Davide Cassani:

Auro:"la tappa di oggi è la più importante del giro, presenta asperità terribili, solo i migliori arriveranno al traguardo entro il tempo massimo"
Davide:" Si, Auvo! Oggi è duva davvevo. Dovanno beve molto, alimentavsi".
Auro:"Ma ecco che scatta El Gae, sul cavalcavia dell'autostrada, la Cima Coppi di questo giro"
Davide:"Si Si, è pavtito, questi scatti sono vasoiate alle gambe degli avvevsari, ma Silver non molla".
Auro:"Ed eccoli all'arrivo, in perfetto accordo, che bella giornata per il ciclismo"
Davide:"Si Auvo, che lezione di vita"
Mia suocera:"Dai che la pasta è in tavola, siete in ritardo, non potevate venire in macchina?"

13 commenti:

  1. Io non seguo da qualche anno, ma con mio padre appassionatissimo non posso nascondere un legame profondo con il ciclismo.
    Anche io ricordo Casartelli, ragazzo sfortunato almeno quanto Weylandt.
    Ma la corsa rosa porta anche - e soprattutto - un sacco di momenti mitici.
    Ottimo argomento!

    RispondiElimina
  2. Ciao JF, anche io faccio fatica a seguire il ciclismo ultimamente. Ho scoperto anche che non c'è più Bulbarelli.

    RispondiElimina
  3. Ho potuto vedere un passaggio del Giro d'Italia solo una volta fino ad ora, e live mi è piaciuto, anche se in tv, ad esempio, non lo seguo perché non mi sconfinfera in realtà tanto :P(da queste parti, tra l'altro, diciamo, non è che passino spesso e non c'è, credo, tutta 'sta "tradizione" al riguardo...).

    Bella la telecronaca babbesca, finale della suocera annesso... eheheh... ;)

    A presto, buon w-e! :)

    RispondiElimina
  4. Grazie Vince, buon w e a te!

    RispondiElimina
  5. La suocera è sempre la suocera :)

    Io il giro dal vivo l'ho visto due volte, mille anni fa quando la tappa arrivava in piazza San Marco e il mio papà mi comperò anche la biciclettina giocattolo (una bianchi credo) che andava tenendola in equilibrio con un filo (poi è diventata la bici della Barbie) e poi due anni fa quando hanno fatto la cronometro qui al lido... il gruppone però non l'ho visto mai.
    L'ultimo giro che ho seguito accuratamente è stato nell'estae del 2005 in cinta della primogenita... dovevo stare sdraiata almeno un ora al giorno, così mi son guardata anche il tour!

    La settimana scorsa sono scesa in magazzino ed ho tirato a lucido la mia bici da corsa, scovato le scarpe e il caschetto che giacevano riposti dalla priam gravidanza e... magari tra poco riprendo ;)

    RispondiElimina
  6. Monica, se hai tutta questa attrezzatura, sei una che fa sul serio! Complimenti!

    RispondiElimina
  7. Diciamo piuttosto che sono uns che FACEVA sul serio, poi alla prima gravidanza la ginecologa, alla domanda "ma in bici, piano ci posso andare?" mi guarda e mi risponde "ce l'hai un bel chiodo in garage? Allora appendila e lasciala là fino all'allattamento!... Ah, non t'azzardare a salire sulla bici neanche per andare al Supermercato!"
    :( addio gravidanza sportiva! Quei benedetti cerchiaggi mi hanno condizionato un bel po', non avevo pensato che il movimento della pedalata e la sella potessero stimolare l'utero e il mio aveva un bel laccetto che non andava disturbato!

    Magari riprendo... per ora vado di Shiatsu.
    Buona settimana!

    RispondiElimina
  8. Ahah! Eeeh, la suocera... non può capire! ;)
    (mitico il nonno che ti chiama "bocia"! Nella mia famiglia era il fratello del nonno ad avere quest'abitudine, ma io, ancora piccola, la prendevo come un'offesa personale. Che nostalgia... :D )

    RispondiElimina
  9. Eh! Si, povero nonno. Ha finito la sua vita avventurosa (s'è fatto due guerre) in una sedia a rotelle ma non l'ho mai sentito lamentarsi. Darei un rene per essere la metà di lui.

    RispondiElimina
  10. NOn ho mai amato molto il giro d'Italia e lo sport della bici. Però mi fa sempre male vedere come dei giovani si rovinino la vita con dopping.
    Non ho seguito le vicende e non so se questo ragazzo sia morto per assunzione di sostanze o per problemi fisici. MI dispiace.

    RispondiElimina
  11. ciao Carolina e benvenuta.
    Weyland è morto cadendo in discesa, il doping stavolta non centra. Sono d'accordo con te che è uno schifo (il doping) che rovina molti giovani. E purtroppo sta dilagando anche in altri sport...
    Passa ancora a trovarmi, mi raccomando.

    RispondiElimina
  12. Eccomi qua!
    Ti leggevo dai commenti di Ford, ma non so perchè non sono mai passata da qui!
    Bene, recupererò!

    RispondiElimina

Scrivi quello che vuoi, in questo blog non si censura un ca##@